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Peres, Shimon (Vinsheva, oggi Bielorussia, 1923), uomo politico israeliano, primo ministro (1984-1986; 1995-1996) e presidente (dal 2007) di Israele. Trasferitosi con la famiglia nel 1934 in Palestina, nel 1941 aderì all’Haganah, la forza di autodifesa israeliana, guidando la nascente Marina militare nella guerra scoppiata nel 1948, all’indomani della proclamazione dello stato d’Israele.
Alto funzionario del ministero della Difesa, Peres fu tra i padri del programma nucleare segreto israeliano. Nel 1959 fu eletto per la prima volta nel Parlamento israeliano nelle liste socialiste del Mapai (poi trasformatosi in Partito laburista), diventando uno stretto collaboratore del primo ministro David Ben Gurion.
Dal 1969 ebbe molti incarichi ministeriali, tra i quali, negli anni fra il 1974 e il 1977, quello della Difesa. Nel 1977 sostituì Yitzhak Rabin alla guida del Partito laburista, ruolo in cui non ottenne mai una vittoria elettorale. Eletto alla presidenza dell’Internazionale socialista nel 1978, dal 1984 al 1986 fu primo ministro del governo di unità nazionale con il Likud, ordinando il ritiro dell’esercito israeliano dal Libano. Fino al 1990 ricoprì le cariche di vicepremier e di ministro degli Esteri (poi delle Finanze) nei governi di unità nazionale guidati da Yitzhak Shamir.
Sostituito alla guida del Partito laburista nel 1992 da Rabin, fu ministro degli Esteri nel governo da questi formato, conducendo i negoziati che nel 1993 condussero alla firma dello storico trattato di pace con l’Organizzazione per la liberazione della Palestina e al limitato autogoverno palestinese nei territori occupati da Israele (vedi Autorità nazionale palestinese). L’anno dopo fu insignito, insieme a Rabin e a Yasser Arafat, del premio Nobel per la Pace.
Tornato alla guida del governo dopo l’assassinio di Rabin (novembre 1995), guidò il Partito laburista nelle elezioni del maggio 1996, uscendone sconfitto. Nel 1999 entrò nel governo di Ehud Barak con un incarico di modesta importanza. Subì un ulteriore smacco nel luglio 2000, quando, candidato alla presidenza del paese, la Knesset gli preferì Moshe Katsav.
Nel marzo 2001 fu nominato ministro degli Esteri nel governo di unità nazionale guidato da Ariel Sharon, dimettendosi, insieme con gli altri ministri laburisti, nell’ottobre 2002. Nel 2003 riprese la guida del Partito laburista, fornendo un tiepido sostegno alla cosiddetta “Road Map” (il piano di pace formulato da Nazioni Unite, Stati Uniti, Unione Europea e Russia), manifestando consenso al piano unilaterale di Sharon.
Nel gennaio del 2005 Peres tornò al governo come vicepremier per appoggiare il ritiro dalla Striscia di Gaza. La decisione lacerò il Partito laburista, che nel congresso svoltosi nel successivo novembre gli preferì il sindacalista Amir Peretz, provocando una crisi di governo; pochi giorni dopo Peres lasciò il partito, aderendo alla nuova formazione politica Kadima (Avanti) creata da Sharon.
Nel giugno 2007 è stato eletto alla presidenza del paese.