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Recenti sviluppi |
Attualmente, si ritiene che non necessariamente l'invecchiamento comporti sintomi come la demenza, la confusione mentale o la depressione. Recenti ricerche hanno evidenziato come il deterioramento intellettuale può in vari casi essere rallentato curando le disfunzioni della ghiandola tiroide, i disturbi del sonno, la depressione, malattie del metabolismo e gli effetti collaterali dei farmaci. Quest'ultimo aspetto assume particolare rilievo considerando che, mediamente, i pazienti di età superiore ai 65 anni assumono in un anno tredici tipi di farmaci; questi possono in vari casi instaurare fenomeni di intossicazione negli anziani, poiché a età avanzata la capacità di eliminazione dei residui farmaceutici diminuisce e dunque aumenta la probabilità di un interessamento cerebrale delle tossine.
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