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| 3. | Il dialetto come lingua orale |
I dialetti, come vengono generalmente intesi in Italia, presentano nella maggior parte dei casi le caratteristiche delle lingue orali spontanee: basso grado di codificazione, alta varietà di forme grammaticali e lessicali, grande variabilità nello spazio (ogni frazione di paese o ogni quartiere di città ha un proprio dialetto) e nel tempo (mancando una tradizione scritta che possa costituire un modello cui riferirsi, le forme della lingua possono cambiare liberamente, anche da una generazione all’altra). L’azione della scrittura è determinante nell’evoluzione di un idioma: ad esempio, nei circa sei secoli dalla caduta dell’impero romano al 1100, in assenza di forti tradizioni scritte, si è passati dal latino all’italiano: negli otto secoli successivi, con l’utilizzo diffuso della scrittura, l’italiano è rimasto relativamente invariato.
Proprio per la sua alta variabilità nello spazio, il dialetto viene spesso considerato un elemento importante nell’identificazione di un territorio o di una comunità, della cui formazione e mantenimento costituisce parte integrante.