| Modificazione del comportamento | Articolo | ||||
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| 1. | Introduzione |
Modificazione del comportamento Metodo di trattamento psicologico dei disturbi dell'adattamento, mirato a suscitare un cambiamento del comportamento del paziente mediante una ristrutturazione della sua personalità.
I fondamenti della modificazione del comportamento risalgono agli studi sperimentali effettuati da Ivan Pavlov all'inizio del XX secolo sul condizionamento animale e sulle cosiddette 'nevrosi sperimentali'. Su quella base, nel 1920 gli psicologi americani John Broadus Watson e Rosalie Rayner dimostrarono la possibilità di applicare i principi pavloviani anche all'uomo.
Durante gli anni Quaranta e Cinquanta tali tecniche furono utilizzate e perfezionate in Inghilterra, negli Stati Uniti e in Sudafrica: qui Joseph Wolpe studiò per primo la possibilità di utilizzare i principi del condizionamento classico come psicoterapia per il trattamento dei disturbi d'ansia. Contemporaneamente, un gruppo di psicologi inglesi guidati da Hans Eysenck mise a punto un programma di ricerca sulle tecniche di trattamento basate sulle teorie dell'apprendimento degli americani Clark Leonard Hull e Kenneth Spence.
Negli Stati Uniti le tecniche di modificazione del comportamento si sono sviluppate in due direzioni: applicando i principi pavloviani al trattamento di disturbi quali l'enuresi notturna e l'alcolismo, o impiegando il condizionamento strumentale sviluppato da Burrhus Frederic Skinner nei programmi educativi per disabili e nel trattamento dei pazienti psichiatrici.
Dai primi anni Sessanta la modificazione del comportamento è diventata un settore autonomo della psicologia applicata, con due ambiti distinti: la terapia comportamentale e l'analisi del comportamento (ossia la valutazione delle caratteristiche del comportamento e delle possibilità di modificazione).