Vittorio Emanuele II di Savoia
Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File.
Vittorio Emanuele II di Savoia
4. Il sostegno al processo di unificazione italiana
1. La guerra contro l'Austria

Respingendo l'ultimatum dell'imperatore austriaco Francesco Giuseppe, che intimava ai piemontesi di bloccare i preparativi militari, provocò l'inizio della seconda guerra d'indipendenza (27 aprile 1859). Le forze franco-piemontesi sconfissero gli austriaci a Montebello, Palestro e Magenta e liberarono la Lombardia, mentre insurrezioni, fomentate e sostenute dalla Società nazionale, scoppiavano negli stati dell'Italia centrale rivendicando l'annessione al Regno sabaudo. Dopo le vittorie di Solferino e San Martino (24 giugno 1859), il re dovette rassegnarsi all'armistizio di Villafranca (8-11 luglio), deciso dall'imperatore francese per timore di un intervento della Prussia e per gli imprevisti esiti rivoluzionari nell'Italia centrale.

2. L'incontro di Teano

La volontà di annessione al Piemonte da parte dei Ducati di Parma e di Modena, della Toscana e delle Legazioni pontificie metteva il re in una difficile posizione di fronte alle diplomazie europee. L'annessione fu così rimandata, ma negli stati centrali vennero inviati governatori straordinari con il compito di mantenere i collegamenti con Torino. Mentre Giuseppe Garibaldi si accingeva nel 1860 all'impresa della spedizione dei Mille, il sovrano, al comando dell'esercito piemontese, anche per timore che la progettata marcia di Garibaldi su Roma innescasse un conflitto europeo, invase l'Umbria e le Marche, proseguendo fin nei pressi di Caserta dove avvenne lo storico incontro con Garibaldi (secondo la tradizione, a Teano).