Carlo Magno
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Carlo Magno
2. Il regno

Carlo Magno era figlio di Pipino il Breve e nipote di Carlo Martello, della dinastia dei Carolingi. Nel 751 Pipino detronizzò l'ultimo re dei Merovingi e assunse il titolo di re dei franchi; venne incoronato ufficialmente dal papa Stefano II nel 754. Alla sua morte (768), il regno venne diviso fra i due figli: Carlo Magno ereditò l'Austrasia e parte della Neustria, mentre il fratello Carlomanno ricevette l'Aquitania e la Borgogna. Nel 770 Carlo Magno strinse un'alleanza con i longobardi e sposò Ermengarda, figlia del re Desiderio. L'anno successivo, dopo la morte improvvisa di Carlomanno, incorporò i territori del fratello ai propri. Le relazioni con i longobardi si erano nel frattempo raffreddate; il re franco aveva ripudiato la moglie e Desiderio, in risposta, accolse nel proprio regno la vedova e gli eredi spodestati di Carlomanno.

Nel 772, quando il papa Adriano I chiese aiuto a Carlo Magno contro la minaccia longobarda, questi invase l'Italia, detronizzò Desiderio (774) e assunse il titolo di re dei franchi e dei longobardi. Quindi si recò a Roma, dove si impegnò a mantenere la promessa fatta anni prima dal padre di proteggere i confini del papato. Nel 775, incoraggiato dai primi successi italiani, intraprese una lunga campagna militare per sottomettere e cristianizzare i sassoni; l'impresa durò quasi trent'anni e fu inframmezzata da altre campagne minori.

Nel 778 Carlo Magno diede inizio in Spagna a un conflitto contro gli arabi che, dopo un inizio positivo, si risolse con due pesanti sconfitte per il re, una a Saragozza e l'altra a Roncisvalle, sui Pirenei, dove la sua retroguardia, comandata dal paladino Rolando, subì una terribile imboscata, in seguito raccontata nella Chanson de Roland (vedi Chansons de geste).

Nel 788 il sovrano sottomise la Baviera e fra il 791 e il 796 le sue truppe conquistarono il regno degli avari (corrispondente all'incirca agli odierni stati di Ungheria e Austria).