Lingua accadica
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Lingua accadica
4. Declino e scomparsa

Dopo il 1200 a.C., quando tutta la Siria e l’Asia Minore furono investite dalle successive ondate dei cosiddetti “popoli del mare”, sembrò che la continuità linguistica e culturale fosse definitivamente compromessa in quelle regioni, mentre in Mesopotamia non si verificarono grandi cambiamenti. A poco a poco, comunque, dopo il 900 a.C., quando l’impero assiro, espandendosi, incorporò un certo numero di aramei, la lingua aramaica cominciò a sostituire quella assira anche nella stessa Assiria.

Nel frattempo, alcune tribù di lingua aramaica, come i caldei, si erano infiltrate fino a Babilonia; anche se queste tribù assimilarono in fretta la cultura e la religione babilonese, l’aramaico divenne gradualmente l’idioma di ampi strati della popolazione, e nel IV secolo a.C., al tempo di Alessandro Magno, aveva ormai sostituito quasi completamente il babilonese, che fu comunque conservato come lingua del diritto, della religione, della letteratura e della scienza, e anche per resoconti storici. Questa situazione si mantenne per tutto il periodo ellenistico e anche sotto l’impero dei parti, quando, almeno nelle città di Babilonia ed Erech, il babilonese era ancora usato dalla classe sacerdotale e dagli astronomi caldei: l’ultimo testo conosciuto infatti è una tavola astronomica risalente al 75 d.C.

Vedi anche Letteratura assiro-babilonese.