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Belzoni, Giovanni Battista

Belzoni, Giovanni Battista (Padova 1778 - Gwato, Benin 1823), esploratore e archeologo italiano, fu un pioniere dell’egittologia. Figlio di un barbiere, nel 1794 si recò a Roma per studiare ingegneria idraulica e per prendere i voti, ma l’occupazione francese della città lo fece fuggire in Olanda; nel 1803 si recò in Inghilterra e nel 1815 si trasferì in Egitto, incaricato di raccogliere antichità per il British Museum di Londra.

Facilitato anche dalla sua imponente stazza fisica (era alto 2 metri, ciò che gli valse il soprannome di “The Great Belzoni”), nei due anni successivi organizzò il trasporto da Tebe dell’enorme busto di Ramesse II (tuttora uno dei pezzi più importanti del British Museum), esplorò il tempio di Idfu, aprì l’accesso al grande tempio di Abu Simbel, e condusse scavi a Karnak. Nel 1817 si recò nella Valle dei Re, dove scoprì la tomba del faraone Seti I, contenente un magnifico sarcofago d’alabastro (ora al John Soane’s Museum, Londra). L’anno seguente Belzoni fu il primo a entrare nella piramide di Chefren a Giza e uno dei primi a visitare l’oasi di Siwa. Identificò inoltre le rovine di Berenice sul Mar Rosso.

Nel 1819 tornò in Inghilterra, dove pubblicò la Narrazione delle operazioni e delle recenti scoperte in piramidi, templi, tombe e scavi in Egitto e in Nubia. Nel 1823 si recò nuovamente in Africa, con l’intenzione di raggiungere Timbuctu dalla costa della Guinea, ma un’infezione lo uccise mentre faceva tappa in un villaggio del Regno del Benin. Secondo altre fonti, Belzoni fu aggredito e ucciso a scopo di rapina.