Pugilato
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Pugilato
2. Categorie e regolamento

Il pugilato viene praticato a livello sia dilettantistico sia professionistico, ed è suddiviso in categorie in base al peso dei concorrenti: minimosca (48 kg per i dilettanti e 49 per i professionisti); mosca (51 kg per entrambi); gallo (54 e 53,5 kg); piuma (57 per entrambi); superpiuma (59 solo per i professionisti); leggeri (60 e 61 kg); superleggeri (63,5 kg per entrambi); welter (67 e 66,6 kg); medi (75 e 72,5 kg); mediomassimi (81 e 79 kg); massimi leggeri (86 kg solo per i professionisti); massimi (91 e oltre 86 kg); supermassimi (oltre 91 kg solo per i dilettanti). Gli incontri di pugilato vengono disputati su 3 riprese della durata di 2 minuti ciascuna per i dilettanti, mentre i professionisti si affrontano in 6-12 riprese di 3 minuti ciascuna: in entrambi i livelli le pause tra le riprese sono di un minuto.

L'obiettivo agonistico del pugile è quello di colpire con i pugni l'avversario nelle zone del corpo consentite dal regolamento, cercando di atterrarlo e di porlo fuori combattimento. Vince l'incontro il pugile che, al termine dei tempi regolamentari, ottiene più punti, assegnati da una giuria in base al numero e alla qualità dei colpi inferti all'avversario, al grado di combattività dimostrato, alle qualità difensive, alla tecnica e allo stile di combattimento. L'incontro può terminare prima del limite nei seguenti casi: uno dei due pugili è stato atterrato e non si è rialzato prima della fine conteggio dell'arbitro (8' per i dilettanti e 10' per i professionisti); un concorrente viene giudicato non più in grado di proseguire l'incontro per manifesta inferiorità, per ferite o per altre ragioni; uno dei pugili abbandona il combattimento, o i suoi secondi 'gettano la spugna' per chiedere la fine dell'incontro; uno dei pugili viene squalificato dall'arbitro.

La giuria, formata da sei arbitri, dei quali uno sul ring e gli altri cinque lungo i bordi del quadrato, considera validi solo i colpi portati con la parte frontale del guantone e che colpiscono l'avversario nella parte anteriore e laterale della testa e del tronco, al di sopra comunque della cintura. Non sono ammessi e sono puniti i colpi portati: al di sotto della cintura; alla parte posteriore della testa, del collo e dei reni; con qualsiasi parte del corpo che non sia quella anteriore del guantone; trattenendo l'avversario; mentre l'avversario è a terra o si sta rialzando.