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Al-Farabi Nome latinizzato di Abu Nasr Muhammad (Wasīg, Turkestan 870 ca. - Damasco 950 ca.), filosofo, medico e scienziato arabo. Studiò prima a Khorasan (Iran), poi a Baghdad, dove ebbe maestri siriaco-cristiani esperti di filosofia greca, e si recò quindi alla corte del sultano di Aleppo, in Siria, rimanendovi fino alla morte.
Fu il primo pensatore islamico a sostenere il primato della verità filosofica sulla rivelazione, affermando che, contrariamente alle differenti dottrine delle varie fedi religiose, le verità filosofiche sono identiche in ogni luogo e in ogni tempo. Su tali basi, tentò di conciliare le dottrine di Platone e Aristotele, fondendole in un sistema coerente destinato a esercitare un profondo influsso su Avicenna e Averroè.
Ispirandosi al neoplatonismo di Plotino e al pensiero di Al-Kindi, Al-Farabi teorizzò l'esistenza di un intelletto divino, ordinatore del mondo, che consente all’intelletto umano di cogliere gli aspetti formali del reale. In campo politico, riprese temi e istanze della Repubblica di Platone per delineare il modello di uno stato ideale governato dai filosofi. Autore di un centinaio di opere, tra le quali numerosi commentari ad Aristotele e trattati di logica e metafisica che non ci sono pervenuti, compilò un catalogo filosofico delle scienze e diede un contributo alla teoria della musica.