Guerra del 1812
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Guerra del 1812
2. Le cause

Nel corso delle guerre napoleoniche, in particolare nel conflitto tra la Gran Bretagna e Napoleone, i diritti marittimi delle nazioni neutrali, tra cui gli Stati Uniti, vennero sistematicamente ignorati dai belligeranti. La Marina britannica, oltre a ricorrere all’arruolamento forzato di marinai statunitensi, operò il blocco delle coste francesi sequestrando tutte le navi che non facevano scalo nei porti inglesi; Napoleone reagì mettendo in atto un contro-blocco ai danni della Gran Bretagna.

Per evitare il ricorso alla guerra, Thomas Jefferson fece votare al Congresso una legge di embargo, che vietava il commercio con l’estero. Il pesantissimo impatto di queste disposizioni sull’economia nazionale, unito all’incapacità di influire sull’atteggiamento dei belligeranti, spinsero i congressisti a sostituire l’embargo totale con una legge che limitava il divieto a Francia, Gran Bretagna e ai loro rispettivi possedimenti. Nell’agosto del 1810 Napoleone annunciò la sospensione del blocco ai danni degli Stati Uniti; il nuovo presidente James Madison chiese allora al governo britannico una decisione analoga, ottenendone però un secco rifiuto.

Successivamente, l’alleanza stretta da Londra con il capo degli indiani shawnee Tecumseh (vedi Guerre indiane), aumentò la tensione tra i due paesi, finché il 18 giugno del 1812 il Congresso dichiarò guerra alla Gran Bretagna.