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Alfonso V di Portogallo

Alfonso V di Portogallo (Sintra 1432-1481), re del Portogallo (1438-1481); figlio di re Edoardo I. Salì al trono bambino sotto la reggenza prima della madre e in seguito dello zio Pietro. Assunto il pieno controllo del governo nel 1448, dopo appena un anno dovette affrontare un’insurrezione guidata dallo stesso zio, che rimase ucciso durante i combattimenti.

Risolti i problemi interni, si preoccupò di espandere le conquiste portoghesi in Nord Africa: tra il 1460 e il 1464 fu più volte presa e persa Tangeri e nel 1470 l’esercito entrò ad Azila; queste conquiste gli valsero l’appellativo di “Africano”. Finanziò inoltre numerose spedizioni nell’oceano Atlantico, condotte dal principe Enrico il Navigatore. Poco interessato all’apparato amministrativo dello stato, si valse dei codici di diritto stabiliti dai suoi predecessori, ma non esitò a riportare la guerra nella penisola iberica per salvaguardare l’integrità e allargare i confini del suo regno.

Nel 1476 rivendicò il diritto di successione al trono di Castiglia della moglie Giovanna, nipote della regina Isabella, e attaccò i re cattolici, ma fu sconfitto nella battaglia di Toro da Ferdinando II d’Aragona e a nulla valsero i tentativi di avere l’appoggio del re francese Luigi XI. Morì nel convento di Sintra, dove si era ritirato dopo aver abdicato in favore del figlio Giovanni.