Biofeedback
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Biofeedback
2. Cenni storici

La messa a punto delle tecniche di biofeedback è abbastanza recente. Il termine 'biofeedback' fu creato per la prima volta negli anni Sessanta, per descrivere le procedure mediante le quali, nel corso di particolari esperimenti, alcuni individui venivano condotti a modificare volontariamente funzioni corporee come l'attività cerebrale, la pressione sanguigna, il battito cardiaco e altre che normalmente hanno un controllo involontario. I risultati di tali esperimenti determinarono grandi aspettative sulla possibilità di acquisire un maggiore controllo sulle funzioni dell'organismo, fino al punto, ad esempio, di diventare più creativi alterando le onde cerebrali; alcuni studiosi pensarono che in futuro le tecniche di biofeedback avrebbero potuto sostituire completamente i farmaci nel trattamento di patologie come l'ipertensione.

Le aspettative di quegli anni si sono progressivamente ridimensionate, poiché le ricerche sul fenomeno del biofeedback hanno evidenziato che la capacità dell'uomo di intervenire sui processi involontari è limitata. Attualmente, l'interesse principale di tali studi è rivolto a definire quali possano essere, in concreto, le applicazioni cliniche del biofeedback e in che modo questo possa intervenire a migliorare la qualità della vita dei pazienti.