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| 2. | L’assolutismo in epoca moderna |
Affermatosi in Europa tra il XVI e il XVII secolo, l’assolutismo trovò compiuta realizzazione in Francia con Luigi XIV, il re al quale si attribuisce il celebre motto “L’état, c’est moi” (”Lo stato sono io”). Nei regni fondati su questo principio si svilupparono con maggior velocità le caratteristiche centrali dello Stato moderno: l’unificazione del mercato interno; l’imposizione del meccanismo del prelievo fiscale; la creazione di un corpo stabile di funzionari pubblici e di militari; l’eliminazione delle corti di giustizia regionali indipendenti dalla monarchia.
Nel corso del Settecento il modello costituzionale rappresentato dal sistema inglese prodotto dalla Gloriosa Rivoluzione (1688) si presentò come un’alternativa vincente all’assolutismo: a una gestione più efficace dei complessi meccanismi dello Stato moderno univa infatti la concessione della libertà di pensiero, di stampa e di associazione. Dopo il processo rivoluzionario innescato dalla Rivoluzione francese del 1789, le monarchie europee ottocentesche adottarono in genere regimi costituzionali basati su organi parlamentari (vedi Parlamento).