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Nitroglicerina

Nitroglicerina Potente esplosivo di formula C3H5(ONO2)3, ottenuto dalla glicerina per reazione con una miscela di acido solforico e acido nitrico; è un liquido viscoso incolore o giallognolo, di densità relativa 1,60 e sapore dolciastro. Esiste in due forme cristalline che fondono rispettivamente a circa 3 °C e a 13,5 °C; il liquido solidifica a 12 °C. La nitroglicerina brucia normalmente all'aria, ma esplode se viene scaldata oltre i 260 °C oppure se viene conservata in un contenitore chiuso; può esplodere anche a seguito di sollecitazioni meccaniche, ad esempio a causa di urti o violente percussioni, e ciò ne rende difficile e pericoloso il trasporto. Fu preparata per la prima volta nel 1846 dal chimico italiano Ascanio Sobrero (1812-1888), ma solo a partire dal 1866 fu impiegata come esplosivo nella produzione della dinamite, inventata dall'ingegnere svedese Alfred Nobel. Attualmente viene usata come esplosivo soprattutto in miscela con sostanze inerti e porose come la segatura: l'esplosione è accompagnata da emissione di enormi quantità di gas. È otto volte più potente della polvere da sparo in rapporto al peso, e tredici volte in rapporto al volume. La nitroglicerina viene anche usata in medicina come vasodilatatore, in dosi variabili da 0,2 a 0,6 mg.