Astronomia
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Astronomia
7. Astronomia moderna

Dopo l’epoca di Newton l’astronomia si ramificò in varie discipline. Con la legge della gravitazione, il vecchio problema dei moti planetari fu studiato alla luce della recente meccanica celeste; il miglioramento dei telescopi permise l’osservazione dettagliata delle superfici dei pianeti, la scoperta di molte stelle deboli e la misura delle distanze stellari. Nel XIX secolo anche i principi della spettroscopia furono applicati allo studio dei corpi celesti, consentendo la determinazione della loro composizione chimica e del loro stato di moto. Ne nacque una disciplina indipendente: l’astrofisica.

Nel corso del XX secolo sono stati costruiti telescopi riflettori via via più potenti, che hanno permesso di osservare la struttura di corpi celesti sempre più lontani, quali le galassie e gli ammassi di galassie. Nella seconda metà del secolo gli sviluppi della fisica hanno condotto alla realizzazione di nuove classi di strumenti astronomici, adatti per misure di tipo spettroscopico, alcuni dei quali installati a bordo di satelliti orbitanti o di sonde interplanetarie o addirittura extrasolari.

Oggi il campo di studio dell’astronomia non annovera più soltanto i corpi celesti propriamente detti, quali i pianeti, le stelle e le galassie, ma comprende altre strutture celesti prima sconosciute, quali l’atmosfera di plasma (gas caldo ionizzato) delle stelle doppie, le nebulose quali sede di formazione di nuove stelle, gli addensamenti di polveri fredde, invisibili ai telescopi ottici. L’attenzione degli astronomi è dedicata anche a oggetti quali i nuclei galattici attivi, probabilmente occupati da giganteschi buchi neri, e la radiazione cosmica di fondo originatasi dal Big Bang, che fornisce informazioni sulla storia dell’universo primordiale.