Corrosione
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Corrosione
2. Corrosione nel ferro: la ruggine

Un esempio comune di corrosione è rappresentato dalla formazione della ruggine sul ferro: il metallo, se esposto all’aria umida, reagisce infatti sia con l’ossigeno sia con l’acqua, formando un ossido idrato che conserva le caratteristiche del ferro, ma che è friabile, poroso e piuttosto fragile.

Per evitare la formazione della ruggine si ricorre principalmente a tre metodi diversi: si utilizza una lega di ferro che resista alla corrosione; si ricopre il ferro con un materiale che reagisca più velocemente con gli agenti corrosivi; oppure si realizza una copertura impermeabile che impedisca all’aria e all’acqua di raggiungere il metallo. Il primo metodo è il più efficace, ma anche il più costoso; tra le leghe resistenti agli agenti corrosivi più utilizzate vi è sicuramente l’acciaio inossidabile, ottenuto mescolando il ferro al cromo e, talvolta, al nichel. Un comune esempio di applicazione del secondo metodo, anch’esso efficace ma costoso, è fornito da ferro ricoperto di zinco; a contatto con una soluzione corrosiva, si stabilisce una differenza di potenziale tra zinco e ferro a seguito della quale lo zinco si scioglie progressivamente proteggendo il ferro, finché non viene completamente consumato.

L’ultimo metodo è sicuramente il meno costoso e il più comune. È efficace finché non si verificano screpolature nel rivestimento, ma nei punti che rimangono scoperti la ruggine si forma molto rapidamente: in particolare, se lo strato protettivo è costituito da un metallo inerte, come stagno o cromo, la differenza di potenziale che si stabilisce se il materiale viene a contatto con un agente corrosivo determina un rapido deterioramento del ferro. Le coperture più efficaci sono gli smalti cotti, mentre le meno costose sono le vernici come il minio.