Agricoltura
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Agricoltura
1. Introduzione

Agricoltura Arte, scienza e industria della coltivazione delle piante. In senso lato, l’agricoltura comprende la coltivazione del suolo, la cura e la raccolta delle piante coltivate, la selezione e l’allevamento del bestiame per ottenere carne e latte, l’allevamento di ovaiole e la silvicoltura.

Per l’alimentazione umana rivestono un ruolo fondamentale i cereali, come il riso, l’orzo, il mais e la segale, e colture quali la canna e la barbabietola da zucchero (vedi anche Colture a seminativi). Rilevanti sono anche gli ortaggi e i frutti destinati all’alimentazione umana, e le colture foraggiere per l’alimentazione animale. Inoltre, sono di importanza commerciale le coltivazioni di piante non alimentari come l’albero della gomma, le piante da fibre quali il lino e il cotone, il tabacco, i semi oleosi utilizzati per le produzioni chimiche e gli animali allevati per la pelle o la pelliccia.

Spesso il mercato delle esportazioni di un paese si basa su un singolo genere di prodotti: ad esempio, il principale prodotto dello Sri Lanka è il tè, quello del Brasile è il caffè, l’Australia è specializzata nella produzione di lana, mentre la Nuova Zelanda e l’Argentina esportano principalmente carne. I diversi paesi possono esportare uno o più prodotti agricoli perché la produzione eccede le esigenze del mercato interno o perché tali prodotti sono caratteristici del paese esportatore e ne costituiscono un’importante risorsa economica.

L’agricoltura è oggetto di interessi sovranazionali, disciplinati da organismi come l’Unione Europea. Dopo l’accordo internazionale noto come GATT (General Agreement on Tariffs and Trade), sciolto nel 1994, la WTO (World Trade Organization), adeguandosi al processo di globalizzazione dei mercati, ha previsto anche per le derrate agricole l’abolizione graduale di molte delle misure protezionistiche adottate da diversi paesi per tutelare i propri prodotti agricoli, esponendo alcuni sistemi agricoli, fra cui quello europeo, a una concorrenza sui prezzi assai difficile da sostenere.

In Italia la superficie agricola è andata costantemente diminuendo dall’inizio del XX secolo e le attività agricole si caratterizzano per il crescente invecchiamento della popolazione rurale; nel 2005 l’agricoltura ha fornito solo il 2,3% del PIL, il Prodotto interno lordo. Alla fine dell’Ottocento oltre il 90% della popolazione italiana viveva di agricoltura e delle attività connesse, ma già negli anni Trenta del XX secolo la percentuale era dimezzata; nel 1970 raggiungeva il 20%, per attestarsi, nel 2005, su un valore di 4,2%. Benché una situazione simile, caratterizzante molti dei paesi più evoluti, comporti una perdita di rilevanza politica e sociale, il mondo rurale mantiene ancora il suo ruolo nel rifornire di alimenti l’umanità pur trovandosi ad affrontare una serie di problemi e di situazioni di grande complessità.