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Saponificazione

Saponificazione In chimica organica, reazione di idrolisi su composti organici, ad esempio esteri, ammidi, nitrili, che dà luogo, rispettivamente, ad acidi e alcoli, acidi e ammine, acidi e ammoniaca.

La più nota tra le reazioni di saponificazione è quella che trasforma grassi e oli naturali in sapone e glicerina. Per indurre questo processo si adopera vapore acqueo sotto pressione, oppure, più frequentemente, solo acqua, se vengono utilizzati catalizzatori (acidi solfonici aromatici o ossidi di calcio, di magnesio e di zinco) o enzimi (ad esempio lipasi). Il grasso da saponificare viene introdotto in autoclave con dell'acqua (30-60%) e con il catalizzatore (12%), e viene successivamente riscaldato a 140-150 °C. In alcune ore il processo di idrolisi si completa e il contenuto dell'autoclave si separa in due strati: uno acquoso con glicerina disciolta, l'altro costituito da una miscela di acidi grassi, che vanno ulteriormente purificati. Con il termine indice (o numero) di saponificazione di un olio o di un grasso viene indicata la quantità (in mg) di idrossido di potassio necessaria per ottenere la completa saponificazione di 1 g della sostanza organica trattata.

In tanatologia, il settore della medicina legale che studia le mutazioni chimico-fisiche degli organismi conseguenti alla morte, viene chiamata saponificazione un particolare tipo di alterazione che si verifica quando la decomposizione del cadavere è ostacolata dall'eccessiva umidità dell'ambiente. In questo processo i grassi, sia liberi sia legati a molecole proteiche, vengono trasformati in saponi insolubili e la struttura del cadavere, che diventa pesante e fragile, risulta solo limitatamente alterata.