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Almanacco Nome dato dagli arabi di Spagna a tavole astronomiche che fornivano indicazioni sui giorni della settimana, sulla posizione del Sole e della Luna e informazioni nautiche (dall'arabo al-manakh). In seguito il termine fu esteso a calendari e pubblicazioni annuali contenenti dati storici, festività e ricorrenze religiose, proverbi e notizie utili per l'agricoltura; tuttavia fin dalle origini la loro funzione prevalente fu quella di fornire pronostici ricavati interpretando la posizione dei corpi celesti. Questa tendenza si accentuò nei secoli XV e XVI tanto che, a causa delle loro previsioni spesso particolarmente funeste, nel 1579 Enrico III di Francia ne proibì la diffusione.
Il primo almanacco a stampa fu il Kalendarium novum (1476) del matematico e astronomo tedesco Regiomontano, autore anche di una traduzione latina dell'Almagesto, il trattato astronomico di Tolomeo. Nel Settecento si ebbe una vastissima produzione e diffusione di almanacchi, spesso superiore a quella di tutte le altre pubblicazioni. Vi furono aggiunti aneddoti, indovinelli, testi umoristici e poetici; in America fu particolarmente famoso per i suoi aforismi il Poor Richard's Almanack (1732-1757) di Benjamin Franklin.
I numerosi almanacchi ottocenteschi coprivano un'ampia gamma di interessi, dalla politica alla religione alla medicina ecc.; ancora oggi la loro formulazione tende a rispondere alle esigenze d'informazione generale del lettore medio. In Italia è tuttora florida la pubblicazione di opere quali il Calendario di frate Indovino e di molti calendari agricoli.