| Paesi Bassi | Articolo | ||||
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| 2. | Territorio |
I toponimi olandesi Nederland (“paese basso”) e Hol-Land (“paese infossato”) indicano una caratteristica saliente del territorio nazionale, il 27% del quale si trova al di sotto del livello del mare; è questa la regione delle basseterre, sezione occidentale del paese solcata da canali, fiumi e mari interni. A est e a sud-est il suolo è appena al di sopra del livello del mare, con rilievi che superano raramente i 50 metri; le coste sono formate prevalentemente da sabbie ma anche da argille marine o fluviali. L’arcipelago delle Frisone segna il limite dell’antica linea costiera continentale erosa dal mare nel corso dei secoli; il Waddenzee separa oggi queste isole dall’IJsselmeer e dalla costa olandese.
Gli olandesi hanno strappato nei secoli le loro terre alle acque per mezzo di un complesso sistema di argini, dighe e canali, riuscendo ad aumentare di circa un quinto l’area della terraferma nel paese (circa 6.500 km²). I territori prosciugati (alcuni dei quali risalgono al XII secolo), bonificati e protetti dalle dighe sono detti polder. Senza il drenaggio costante e la protezione delle dune costiere, quasi metà dell’Olanda sarebbe inondata dal mare o dai molti fiumi che la attraversano.
Il 1° febbraio 1953 una violentissima mareggiata causò l’inondazione della provincia sudoccidentale della Zelanda: circa 160.000 ettari di terra furono sommersi dalle acque e più di 1.800 persone persero la vita. Nel 1995 circa 250.000 persone vennero fatte evacuare dalle zone orientali e centrali del paese: fortissime piogge avevano infatti causato la tracimazione delle acque del Reno e della Mosa, e si temeva che i loro tributari, i fiumi Lek e Waal, rompessero le dighe.
Fra il 1958 e il 1986 è stata condotta una grandiosa operazione di chiusura dei bracci di mare, denominata “piano Delta”, atta a limitare i rischi di inondazione attraverso la realizzazione di molteplici sbarramenti. Tra i recenti interventi di controllo delle acque vi è la realizzazione, nel 1997, della diga di Stormvloedkering.
| 1. | Idrografia |
I fiumi maggiori del paese sono il Reno, che proviene dalla Germania e si divide qui in vari rami: il Waal, il Lek e l’IJssel; la Mosa, che appartiene ai Paesi Bassi per il maggior tratto; la Schelda, la cui foce si trova in territorio olandese, e infine il Vecht e l’Hunse. Questi corsi d’acqua scorrono da est a ovest, attraversando il centro del paese, e insieme ai numerosi canali permettono l’accesso alle navi dirette verso l’interno dell’Europa.
Nel XVII secolo ebbe inizio il prosciugamento dei grandi laghi, come lo Haarlemmermeer, a sud-ovest di Amsterdam. Nel 1932 tra le province della Frisia e dell’Olanda Settentrionale venne costruita l’Afsluitdijk, una diga lunga una trentina di chilometri innalzata per separare il Waddenzee dallo Zuiderzee, che si trasformò così in un mare interno d’acqua dolce e prese il nome di IJsselmeer. Numerosi laghi di modesta portata sono presenti nelle zone settentrionali e occidentali del paese.
| 2. | Clima |
I Paesi Bassi hanno un clima oceanico temperato, comune a molti paesi dell’Europa settentrionale e occidentale. La media in gennaio è compresa fra 1,7 e 4 °C, mentre in luglio oscilla tra i 17 e i 18 °C. Le precipitazioni annue registrano 760 mm. Inverni freddi, con gelate frequenti, si alternano a estati fresche, generalmente piovose. In assenza di rilevanti barriere naturali, il clima varia poco da una regione all’altra.
| 3. | Flora e fauna |
Il paesaggio naturale dei Paesi Bassi è stato profondamente alterato dall’intervento umano attraverso i secoli. A causa della scarsità di terraferma e del suo intenso sfruttamento agricolo, le aree di vegetazione naturale sono limitate. Le foreste sono costituite in prevalenza da querce, faggi, frassini e pini. La fauna dei Paesi Bassi è quella tipica dei paesi europei a clima temperato; i grandi mammiferi sono rari e predominano le specie piccole. La realizzazione dei polder ha creato nuovi habitat per molte specie di uccelli migratori. Numerosi, soprattutto nella regione del Wadden, gli uccelli acquatici. Il governo olandese ha da tempo privilegiato una politica di conservazione della fauna locale attraverso la realizzazione di parchi nazionali e riserve naturali.
| 4. | Problemi e tutela dell’ambiente |
I Paesi Bassi sono uno degli stati più attivi in Europa in materia di salvaguardia dell’ambiente. Furono i primi a sviluppare una strategia nazionale di sviluppo sostenibile, avendo come obiettivo settori quali l’agricoltura e i trasporti. Questa azione fu adottata in risposta a un forte inquinamento del paese, in particolare l’inquinamento delle acque causato dall’eccessivo impiego di nitrati. Il paese, all’avanguardia nella riduzione dell’uso di combustibili fossili, è responsabile di meno dell’1% delle emissioni globali che concorrono a produrre l’effetto serra.