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Pressione sanguigna
1. Introduzione

Pressione sanguigna Pressione esercitata dal sangue circolante contro le pareti delle arterie. Poiché il cuore pompa nelle arterie di grosso calibro un volume di sangue maggiore di quello che può essere assorbito dalle arteriole e dai capillari, ne risulta una pressione retrograda, che viene esercitata contro le pareti delle arterie. In condizioni normali, la pressione sanguigna viene mantenuta entro determinati intervalli di valori dall'azione regolatrice di centri nervosi sia cerebrospinali sia simpatici, e di specifici ormoni (renina, angiotensina e aldosterone); i complessi meccanismi nervosi che mantengono in equilibrio e coordinano l'attività del cuore e della muscolatura delle arterie consentono una notevole variazione locale della velocità del flusso del sangue (e quindi della pressione locale) senza contemporaneamente alterare la pressione sanguigna generale.

2. Misurazione della pressione sanguigna

La pressione del sangue viene rilevata durante la fase di sistole, momento in cui il cuore si contrae per immettere in circolo il sangue arterioso, e durante la fase di diastole, momento in cui il cuore si rilassa. Essa viene misurata in millimetri di mercurio (mmHg) con lo sfigmomanometro, un apparecchio formato da un manicotto di gomma gonfiabile collegato a un dispositivo per la rilevazione della pressione e a uno per l'auscultazione (fonendoscopio, formato da un tubo in gomma e da un disco metallico). Il manicotto viene avvolto intorno alla parte alta del braccio sinistro e gonfiato mediante una piccola pompa di gomma collegata da un tubo. Contemporaneamente, il medico procede all'auscultazione appoggiando il fonendoscopio a un'arteria a livello del gomito. Quando il manicotto è gonfio, esso tende a bloccare il passaggio del sangue nei vasi posti al di sopra di esso; quando non sono più percepibili pulsazioni, l'aria viene gradualmente lasciata defluire dall'apparecchio. Il valore indicato dal manometro non appena si avverte la prima nuova pulsazione viene considerato quello relativo alla pressione sistolica o massima. Si lascia quindi sgonfiare ancora il manicotto, finché la percezione delle pulsazioni scompare; il valore indicato dal manometro in questo momento indica la pressione diastolica o minima. Tali valori vengono solitamente indicati sotto forma di rapporto tra pressione massima e minima, ad esempio 140/80. La pressione differenziale rappresenta, invece, la differenza tra le due pressioni massima e minima: ad esempio, in una pressione indicata come 160/90 la pressione differenziale è 70.

3. Valori normali e valori patologici

La pressione sanguigna viene influenzata da qualsiasi fattore che provochi la dilatazione o la contrazione dei vasi sanguigni o che ne influenzi l'elasticità, e da malattie cardiache che interferiscano con l'azione di pompaggio del cuore. Per questi motivi, la pressione sanguigna rappresenta un indicatore diagnostico importante delle condizioni dell'organismo, specialmente della funzione circolatoria.

In condizioni di buona salute, la pressione sanguigna varia da circa 80/45 nei neonati, a 120/80 negli adulti di 30 anni, fino a 140/85 negli adulti da 40 anni in su. L'aumento dei valori è dovuto al fatto che le arterie perdono l'elasticità che, negli individui più giovani, assorbe l'urto delle contrazioni cardiache. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) considera nella norma valori di pressione arteriosa compresi tra 140 e 90. La pressione sanguigna può, tuttavia, variare da un individuo all'altro e, nella stessa persona, in momenti diversi della giornata. In genere è più alta negli uomini che nelle donne e nei bambini, è minima durante il sonno ed è influenzata da altri fattori, quali l'attività fisica e lo stato emotivo. Molti individui sani presentano abitualmente una pressione sistolica compresa tra 95 e 115 circa, senza, tuttavia, mostrare alcuna sintomatologia o malattia. Una pressione abnormemente elevata, o ipertensione, è considerata un fattore concausale dell'arteriosclerosi. In diversi disturbi, inoltre, alcune sostanze tossiche generate all'interno del corpo provocano un'ipertensione estrema. Una pressione abnormemente bassa, o ipotensione, si osserva, invece, nel corso delle malattie infettive, nelle emorragie e nel collasso. Una pressione sistolica molto inferiore a 80 è generalmente associata a shock.