| Pressione sanguigna | Articolo | ||||
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| 3. | Valori normali e valori patologici |
La pressione sanguigna viene influenzata da qualsiasi fattore che provochi la dilatazione o la contrazione dei vasi sanguigni o che ne influenzi l'elasticità, e da malattie cardiache che interferiscano con l'azione di pompaggio del cuore. Per questi motivi, la pressione sanguigna rappresenta un indicatore diagnostico importante delle condizioni dell'organismo, specialmente della funzione circolatoria.
In condizioni di buona salute, la pressione sanguigna varia da circa 80/45 nei neonati, a 120/80 negli adulti di 30 anni, fino a 140/85 negli adulti da 40 anni in su. L'aumento dei valori è dovuto al fatto che le arterie perdono l'elasticità che, negli individui più giovani, assorbe l'urto delle contrazioni cardiache. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) considera nella norma valori di pressione arteriosa compresi tra 140 e 90. La pressione sanguigna può, tuttavia, variare da un individuo all'altro e, nella stessa persona, in momenti diversi della giornata. In genere è più alta negli uomini che nelle donne e nei bambini, è minima durante il sonno ed è influenzata da altri fattori, quali l'attività fisica e lo stato emotivo. Molti individui sani presentano abitualmente una pressione sistolica compresa tra 95 e 115 circa, senza, tuttavia, mostrare alcuna sintomatologia o malattia. Una pressione abnormemente elevata, o ipertensione, è considerata un fattore concausale dell'arteriosclerosi. In diversi disturbi, inoltre, alcune sostanze tossiche generate all'interno del corpo provocano un'ipertensione estrema. Una pressione abnormemente bassa, o ipotensione, si osserva, invece, nel corso delle malattie infettive, nelle emorragie e nel collasso. Una pressione sistolica molto inferiore a 80 è generalmente associata a shock.