| Cuore | Articolo | ||||
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| 5. | Diagnosi |
Un importante strumento diagnostico della funzionalità cardiaca è l’elettrocardiogramma, ossia la registrazione delle correnti elettriche prodotte dal muscolo cardiaco nelle diverse fasi della contrazione.
L’efficienza del funzionamento del cuore come pompa può essere misurata con precisione attraverso un cateterismo cardiaco: questa tecnica consiste nell’introduzione, attraverso una vena o un’arteria, di una sonda nella cavità cardiaca destra, sinistra o in entrambe, nella vena polmonare o nell’aorta. Ciò permette di determinare la velocità del flusso cardiaco e di registrare la pressione sanguigna nel cuore e nei grossi vasi. In tal modo è possibile, inoltre, individuare la presenza di eventuali anomalie di comunicazione tra le cavità cardiache destra e sinistra.
Attraverso l’angiocardiografia o cinefluoroscopia, un tecnica diagnostica che comporta l’iniezione di una sostanza opaca ai raggi X in una vena, si ottengono registrazioni fotografiche delle cavità cardiache, nonché del percorso e dei contorni dei vasi polmonari e dell’aorta con le sue ramificazioni.
Una visione ancora più precisa delle zone di riduzione del flusso sanguigno nel cuore si ottiene con una nuova tecnica che visualizza il flusso, nel muscolo cardiaco, di un isotopo radioattivo del tallio. Una telecamera computerizzata registra il grado di penetrazione del tallio durante il ciclo sistole-diastole del cuore, mostrando con precisione zone, anche piccole, di danno tessutale. Attualmente trova un largo impiego l’ecodoppler, che permette di valutare l’andamento del flusso sanguigno.