Cuore
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7. Cuore artificiale

La ricerca per la messa a punto di un cuore artificiale risale agli anni Cinquanta: è del 1957 l’esperimento in cui un cane sopravvisse per un’ora e mezzo con l’ausilio di una pompa cardiaca in plastica. Nel 1969 il cardiochirurgo statunitense Denton A. Cooley effettuò il primo trapianto di cuore artificiale temporaneo in un uomo in attesa di trapianto; il paziente sopravvisse 64 ore.

Il primo cuore artificiale permanente, Jarvik 7, fu progettato dallo statunitense Robert Jarvik e impiantato dal chirurgo William De Vries nel 1982; costruito con alluminio e poliuretano, l’apparecchio era formato da due camere che svolgevano le funzioni dei ventricoli ed erano collegate ai due atri del paziente. Dopo quattro interventi la sperimentazione si fermò; solo il secondo paziente era riuscito a sopravvivere (per due anni) e una campagna mediatica negativa contribuì a bloccare il progetto.

Un passo in avanti è stato compiuto con il cuore artificiale Abiocor, in plastica e titanio, applicato per la prima volta nel luglio 2001 negli Stati Uniti su un paziente in attesa di trapianto. Questo apparecchio è in grado di funzionare autonomamente, grazie a un motore alimentato da una batteria interna ricaricabile, che deve essere periodicamente collegata a un caricabatterie esterno mediante due elettrodi collocati sulla pelle. Abiocor non rende necessari cavi o altri apparati esterni, il che limita notevolmente il rischio di infezioni; tuttavia, non può essere utilizzato che per qualche settimana e ha autonomia ridotta.