Molluschi
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Molluschi
3. Classi di molluschi
1. Monoplacofori

Costituiscono uno dei gruppi più primitivi, attualmente rappresentato da un solo genere marino, Neopilina, scoperto in acque profonde nel 1952. Sono dotati di una conchiglia a scudo che li protegge dorsalmente. La loro caratteristica più interessante è la presenza di strutture anatomiche ripetute: gli organi riproduttivi, gli organi escretori, le branchie e i fasci muscolari sono infatti numerosi, disposti in file ai lati del corpo. Questo fa pensare che i molluschi si siano probabilmente evoluti a partire da un antenato con corpo segmentato (metamerizzato), come quello degli anellidi.

2. Poliplacofori

Comprendono qualche centinaia di specie esclusivamente marine, caratterizzate da un corpo appiattito e un ampio piede che mantiene l’animale saldamente ancorato ai fondali rocciosi su cui vive. La conchiglia è costituita da 8 piastre disposte in serie e parzialmente sovrapposte (embricate), contenute nello spessore del mantello. Vedi anche Chitonidi.

3. Aplacofori

Sono piccoli molluschi vermiformi privi di conchiglia, adattati all’ambiente delle profondità marine. Conducono vita libera nell’acqua, e non sul fondale; per questo il loro piede – la struttura che in altri molluschi consente la locomozione sul substrato – è quasi del tutto assente.

4. Gasteropodi

La classe comprende numerose specie, parte delle quali adattate all’ambiente terrestre e a quello delle acque dolci. La conchiglia presenta nella maggior parte dei casi una forma a spirale. Nel corso dello sviluppo questi animali subiscono una torsione della massa viscerale che rende la struttura del corpo fortemente asimmetrica. Il gruppo è suddiviso nelle tre sottoclassi dei prosobranchi, degli opistobranchi e dei polmonati. Membri rappresentativi della classe sono la chiocciola e la limaccia. Per i dettagli, vedi Gasteropodi.

5. Bivalvi o lamellibranchi

La classe è costituita da organismi acquatici filtratori, marini e dulciacquicoli, caratterizzati, come espresso dai due nomi, da una conchiglia suddivisa in due metà e da branchie a lamelle. Caratterizzati da una scarsa cefalizzazione, vivono generalmente infossati nei fondali sabbiosi o fissati a un substrato roccioso, filtrando le particelle nutritive sospese nell’acqua attraverso le branchie; alcuni lamellibranchi, tuttavia, possono nuotare aprendo e chiudendo alternatamente le valve della conchiglia. Elementi rappresentativi del gruppo sono le ostriche, le vongole e i mitili. Per i dettagli, vedi Bivalvi.

6. Cefalopodi

Rappresentano la classe più evoluta del phylum. Comprendono specie marine predatrici liberamente natanti come il nautilo, il calamaro, la seppia e il polpo. In alcuni di essi la conchiglia è ridotta a una piastra sottile inclusa nello spessore del mantello, come nella seppia; nel polpo è assente e nel nautilo ha una forma a spirale internamente suddivisa in camere, utili per il galleggiamento. Il piede, profondamente modificato rispetto a quello dell’ipotetico mollusco ancestrale, è trasformato in tentacoli distribuiti intorno alla bocca e utilizzati per la cattura delle prede. Il nuoto avviene con un meccanismo a reazione, mediante l’uso di una struttura a imbuto, detta sifone, in cui viene forzata l’acqua e successivamente espulsa. Per i dettagli, vedi Cefalopodi.

7. Scafopodi

La classe comprende poche centinaia di specie marine, caratterizzate da una conchiglia tubolare che avvolge il corpo dell’animale. Gli scafopodi vivono infossati nella sabbia dei fondali, ancorati a mezzo del piede che emerge dall’estremità inferiore della conchiglia; l’estremità superiore, anch’essa aperta, viene mantenuta fuori dalla sabbia per consentire l’ingresso dell’acqua nella cavità del mantello e la respirazione. Sempre dall’estremità inferiore della conchiglia spuntano dei tentacoli che vengono utilizzati per raccogliere le particelle organiche presenti nel terreno, di cui l’animale si nutre. Il genere più comune è Dentalium.