Nietzsche, Friedrich Wilhelm
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Nietzsche, Friedrich Wilhelm
3. La critica della morale, del 'platonismo' e del cristianesimo

L'opera di Nietzsche presenta un carattere spiccatamente non sistematico: essa consiste perlopiù di frammenti e aforismi, talora anche molto lunghi, che istituiscono molteplici percorsi argomentativi, fra i quali risalta l'intenzione di smascherare l'origine 'impura' dei valori più accreditati dell'etica. Secondo Nietzsche, l'Occidente ha costruito sistemi di credenze, dottrine e obbligazioni morali, presentandole come vere, disinteressate, giuste: esse però finiscono per reprimere la dimensione vitale e istintuale dell'uomo. La morale ad esempio ha assoggettato la vita a valori che si vogliono trascendenti e assoluti, ma che hanno invece la loro origine nella vita stessa, essendo il prodotto di fattori e istinti umani; la metafisica, a partire dalle sue origini nel pensiero di Platone, ha opposto un mondo ideale, superiore, al mondo sensibile del divenire; il cristianesimo, poi, ha inteso negare quelli che sono i valori vitali dell'uomo, per sostituirvi ideali ascetici quali il disinteresse, il sacrificio di sé, la virtù come sottomissione a Dio. Tutti questi costrutti normativi, a detta di Nietzsche, rivelano alla loro base lo spirito di risentimento e la malafede, cioè l'atteggiamento tipico di chi riesce a trovare la vita accettabile soltanto se riesce a imputare agli altri la causa della propria infelicità, ovvero di chi vuole mascherare e razionalizzare la propria debolezza. Ai valori tradizionali, propri di una 'morale schiava', caratterizzata dalla debolezza dell'individuo e dal risentimento, Nietzsche oppone una 'trasvalutazione' di tutti i valori e l'avvento di una figura capace di affermare positivamente i valori legati alla vita: si tratta del 'superuomo' (Übermensch), nato per andare 'oltre' l'uomo del presente.