| Trova nell'articolo | Stelle di mare | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Stelle di mare o Asteroidei Classe del phylum degli echinodermi comprendente animali marini dal corpo a forma di stella, spesso ricoperto di spine e aculei. Le dimensioni di questi invertebrati variano dai 2 cm di apertura delle specie più piccole, ai 65 cm di quelle più grandi. La classe è suddivisa in cinque ordini e circa 1500 specie viventi, distribuite nei mari di tutto il mondo.
| 2. | Caratteristiche fisiche |
Come tutti i membri del phylum degli echinodermi, le stelle di mare presentano un corpo a simmetria pentaraggiata. Ciò significa che la maggior parte delle strutture anatomiche è presente in numero di cinque ed è distribuita simmetricamente intorno a un ideale nucleo centrale. La bocca si apre nel mezzo della faccia ventrale; l’ano, se è presente, si trova sulla faccia dorsale. Le braccia sono generalmente cinque e di lunghezza variabile da specie a specie; non è insolito, tuttavia, trovare stelle marine con quattro, sei o più braccia.
Ogni braccio reca sul lato ventrale da due a quattro file di pedicelli ambulacrali, vale a dire di strutture digitiformi, che si allungano verso il suolo permettendo l’appoggio e il movimento sui fondali marini. I pedicelli fanno parte del sistema di tubicini riempiti di liquido, che costituiscono l’apparato ambulacrale tipico di tutti gli echinodermi; essi svolgono anche le funzioni respiratoria ed escretrice: attraverso la loro superficie, infatti, avviene la maggior parte degli scambi gassosi e l’espulsione degli scarti metabolici.
Lo scheletro, costituito da diverse piastre situate al di sotto del sottile strato di cute che protegge l’animale, prende il nome di dermascheletro. All’interno, lungo le braccia corrono le ramificazioni dell’apparato digerente, del semplice sistema nervoso, che non è centralizzato, del sistema emale, che distribuisce le sostanze nutritive, e di quello riproduttivo.
Le stelle marine hanno i sensi del tatto, dell’olfatto e del gusto relativamente ben sviluppati; la maggior parte delle specie è inoltre dotata di macchie fotosensibili alle estremità delle braccia, grazie alle quali può rispondere agli stimoli luminosi.
| 3. | Riproduzione |
In genere le stelle marine hanno sessi separati. Gli spermatozoi e le uova vengono riversati nell’acqua, dove hanno luogo la fecondazione e le fasi precoci dello sviluppo. La femmina di alcune specie trattiene le uova sul fondo e le protegge. Dalle uova si sviluppa una larva chiamata bipinnaria che, a differenza dell’animale adulto, non presenta una simmetria pentaraggiata, ma una simmetria bilaterale. La bipinnaria nuota liberamente e si nutre di plancton.
La fase successiva dello sviluppo prevede la trasformazione in una seconda forma larvale chiamata brachiolaria che, dotata di cinque piccole braccia, comincia ad assumere l’aspetto della stella marina adulta. Anche la brachiolaria nuota liberamente nell’acqua, fino a quando scende sul fondo, perde le braccia e subisce la trasformazione finale in stella marina adulta, sviluppando le cinque braccia definitive.
Tutte le stelle marine sono in grado di rigenerare parti del corpo danneggiate; in alcune specie questa capacità rappresenta anche un sistema di riproduzione asessuata, per mezzo del quale un nuovo individuo completo può essere generato da un frammento del corpo del genitore.
| 4. | Comportamento |
Le stelle marine si nutrono di detriti organici che trovano sui fondali e di molluschi, in particolare di bivalvi. La procedura con cui avviene la cattura di questi invertebrati dimostra una certa coordinazione nervosa: la stella marina divarica le valve della conchiglia con le braccia, quindi estroflette il proprio stomaco dalla bocca, avvolge le parti molli e avvia il processo digestivo all’esterno del proprio corpo. Un’altra occasione in cui la stella di mare dimostra una certa capacità di coordinazione nervosa è quando si raddrizza dopo essere stata rovesciata.
| 5. | Ecologia |
Nelle comunità marine di cui fanno parte, gli asteroidei svolgono il ruolo di carnivori predatori. In taluni casi vengono considerati nocivi, in quanto possono danneggiare i letti di ostriche o essere interessate da esplosioni demografiche che si ripercuotono negativamente sulle popolazioni di molluschi bivalvi o di coralli. Quest’ultimo caso riguarda in particolare la specie Acanthaster planci, che abita le barriere coralline dei mari tropicali. Pochi animali si nutrono delle stelle di mare adulte, che non costituiscono un cibo appetibile, né nutriente.
Classificazione scientifica: Le stelle di mare costituiscono la classe degli asteroidei del phylum degli echinodermi.