| Peste nera | Articolo | ||||
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| 4. | Conseguenze della peste nera |
È probabile che appena prima dello scoppio dell'epidemia, la popolazione europea in epoca medievale avesse raggiunto il picco più elevato di livello demografico; gli effetti della peste dovettero dunque essere immediatamente evidenti: l'eccedenza di forza lavoro agricola si azzerò, alcuni villaggi si spopolarono e gradualmente sparirono, molte città persero di importanza, mentre crebbe il numero dei terreni rimasti incolti. Anche le razzie di soldatesche sbandate o di ventura favorirono una vasta ondata migratoria dalle campagne verso le città. Se a Firenze, passata l'epidemia, la popolazione era stimata fra i 25.000 e i 30.000 abitanti, già nel 1351 era salita a 45.000 unità per toccare le 70.000 trent'anni dopo. Nelle decadi che seguirono i salari aumentarono e le rendite dei proprietari terrieri scesero, segno della difficoltà di trovare manodopera e tenutari. Si può dire in un certo senso che i vivi beneficiarono della moltitudine di morti sofferta.
La presenza della peste in Europa rimase endemica nei tre secoli successivi, per poi scomparire gradualmente, da ultimo in Inghilterra, dopo la 'grande peste' del 1664-1666, per cause che rimangono senza spiegazione.