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Grecia
1. Introduzione

Grecia (nome ufficiale Hellēnikē Dēmokratía, Repubblica Ellenica), stato dell’Europa sudorientale comprendente la sezione meridionale della penisola balcanica, numerosi arcipelaghi e isole. Confina a nord-ovest con l’Albania, a nord con la Repubblica ex Iugoslava di Macedonia e con la Bulgaria, a nord-est con la Turchia; è bagnata a est dal mar Egeo, a sud dal mar Mediterraneo e a ovest dal mar Ionio. Ha una superficie di 131.957 km² e un’estensione costiera pari a 13.676 km. La capitale è Atene.

2. Territorio

Il territorio della Grecia è costituito da una sezione continentale, una peninsulare e una insulare.

La parte continentale del paese comprende a nord la Tracia e la Macedonia, prolungata a sud dalla penisola Calcidica; al centro l’Epiro, separato dalla Tessaglia dalla catena del Pindo; a sud il Peloponneso, penisola unita al continente dall’istmo di Corinto, attraversato dall’omonimo canale, e l’Attica.

La parte insulare include numerose isole (circa 2.000), la maggior parte delle quali si trova nel mar Egeo (Vedi anche isole Egee): al nord, le Sporadi settentrionali, le isole di Taso, Samotracia e Lemno, al largo della Calcidica e della Tracia; a est, al largo della costa turca, le isole di Lesbo e Chio e, più a sud, le isole del Dodecaneso (o Sporadi meridionali); al centro, Eubea e le Cicladi, separate a sud dall’isola di Creta dalla sezione del mar Egeo denominata Mar di Creta. Egina è la principale delle isole situate nel golfo di Salonicco. Nel mar Ionio, a nord-ovest del Peloponneso, sono situate le isole Ionie.

Il territorio greco presenta una morfologia assai varia in cui si distinguono i rilievi delle regioni centrali, le pianure e gli altipiani della Tessaglia orientale, della Macedonia e della Tracia, le penisole montuose della Calcidica e del Peloponneso.

Il territorio è in prevalenza montuoso e, come scrisse l’antico geografo Strabone, “il mare preme sulla terra con migliaia di braccia”. Nell’area centrale del paese si innalzano i monti del Pindo, che si estendono parallelamente alla costa ionica e dai quali si diramano catene minori una delle quali, nella sezione settentrionale del paese, comprende il monte Olimpo (2.917 m), la vetta più elevata della Grecia. I rilievi del Pindo continuano nel Peloponneso (monti dell’Acaia e dell’Arcadia) dove sono incisi da strette vallate che si aprono sul mare. I versanti occidentali del Pindo digradano nei più modesti rilievi dell’Epiro e, a sud-est, nella fertile pianura della Tessaglia. Pianure alluvionali caratterizzano il litorale della Tracia e la Macedonia centrale, mentre la penisola calcidica, alla cui estremità meridionale si trova il monte Athos (2.032 m), e l’Attica, comprendente la piana di Atene e i rilievi del Parnaso, sono in prevalenza montuose. A nord-est, in Tracia e nella Macedonia centrale, i monti Rodopi digradano dalla frontiera bulgara fino alla pianura costiera. A nord del golfo di Corinto, nella Grecia centrale, si eleva il Parnaso (2.457 m).

Le coste del paese sono in prevalenza molto frastagliate, alte e rocciose, soprattutto sul versante ionico, a esclusione della Tracia dove i rilievi digradano in una piana costiera bassa e paludosa. Numerosi sono i golfi, tra i quali quelli di Corinto e di Salonicco.

1. Idrografia

Tracia e Macedonia sono percorsi dai maggiori fiumi greci: la Mesta, il Vardar, la Struma e l’Aliákmon (il più lungo del paese), che sfociano nel mar Egeo. Il secondo fiume per lunghezza è l’Acheloo (o Aspropotamo), che nasce nella catena del Pindo e sfocia nel golfo di Patrasso (mar Ionio). Il fiume Marizza segna il confine tra la Grecia e la Turchia. Il Piniós, che nasce dai monti del Pindo, è il principale fiume della Tessaglia, mentre il Peneo e l’Alfeo solcano il Peloponneso prima di gettarsi nel mar Ionio. I corsi d’acqua greci sono perlopiù brevi e a carattere torrentizio. Tra i numerosi laghi vi sono il Limni Kastorias, nella Macedonia occidentale, e il lago di Prespa, condiviso con l’Albania.

2. Clima

Il clima della Grecia è di tipo mediterraneo, caratterizzato da estati calde e secche e inverni miti e piovosi. I rilievi del Pindo determinano, nella sezione occidentale, inverni caratterizzati da precipitazioni più frequenti e temperature più elevate rispetto alla sezione orientale, dove gli inverni sono più freddi e asciutti. Le isole dell’Egeo registrano un clima arido d’estate e inverni miti, con piogge modeste e rare precipitazioni nevose. La media annua della temperatura ad Atene è di circa 17 °C, con minime a gennaio di circa 1 °C e massime di circa 38 °C a luglio; la media annua delle precipitazioni nella capitale è di circa 400 mm.

3. Flora e fauna

La Grecia possiede una ricca vegetazione di tipo mediterraneo, in particolare lungo le coste e nelle isole. Nelle regioni pianeggianti si trovano aranci, ulivi, datteri, melograni e fichi. La vite prospera sui rilievi collinari. Oltre i 1.000 metri si trovano boschi di piante caducifoglie e di sempreverdi, dominati da querce, pini, castagni e faggi; diffusi anche alberi dei tulipani, giacinti e lauri. Nelle aree più elevate la vegetazione è di tipo alpino, con abeti e fiori quali anemoni e ciclamini e, oltre i 1.500 metri, muschi e licheni. Il paese presenta 685 specie di piante endemiche soggette a protezione.

La fauna delle regioni montuose e boscose, estremamente diversificata, comprende l’orso, la lince, lo sciacallo, il cinghiale, il camoscio, il cervo, la volpe e il tasso. Numerose le specie di uccelli presenti nel paese, tra cui il falco, il pellicano, l’airone bianco e la cicogna. Tra le innumerevoli specie marine caratteristiche del bacino mediterraneo e diffuse nei mari greci si ricorda una piccola popolazione in via di estinzione come la foca monaca, di cui il Mediterraneo orientale è l’ultima roccaforte, e la spugna, risorsa tradizionale del paese.

4. Problemi e tutela dell’ambiente

L’inquinamento atmosferico, in particolare nei centri urbani, è uno dei principali problemi ambientali cui il paese deve far fronte; Atene è infatti una delle metropoli più inquinate d’Europa. La riduzione dell’uso di combustibili fossili, l’uso di veicoli poco inquinanti e l’utilizzo di collettori solari, sono alcuni dei provvedimenti adottati dal governo in materia di tutela ambientale. Un posto di primo piano nella politica ambientale nazionale occupa inoltre la protezione del patrimonio artistico, gravemente minacciato dall’inquinamento e dalle piogge acide. L’Acropoli e numerosi siti archeologici degradati disseminati nel paese hanno subito opera di restauro e sono soggetti a protezione. L’inquinamento delle acque dei fiumi, dei tratti costieri prossimi alle grandi città e, più in generale, l’inquinamento marino, sono ulteriori elementi del degrado ambientale: nel golfo Saronico, vicino ad Atene, si riversano gli scarichi di numerose industrie.

Le aree protette, pari all’2,8% del territorio (2007), comprendono 10 parchi nazionali, tra cui quelli del monte Olimpo e del monte Parnaso, entrambi istituiti nel 1938. Il paese include 17 World Heritage Site, luoghi dichiarati dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Numerose sono le specie di piante e di animali in via di estinzione soggetti a protezione.

La Grecia ha ratificato la Convenzione di Ramsar sulle zone umide e aderito a numerosi accordi internazionali, tra cui quelli riguardanti la biodiversità, la desertificazione, i cambiamenti climatici, la protezione dell’ozonosfera, delle specie in via di estinzione, delle foreste tropicali e l’abolizione dei test nucleari.

3. Popolazione

Nel 2008 la Grecia aveva una popolazione di 10.722.816 abitanti, con una densità media di 82 persone per km². La forma di insediamento prevalente è il villaggio rurale; in anni recenti si è verificato tuttavia un fenomeno di inurbamento che interessa soprattutto i centri di Atene e Salonicco, nelle cui province sono concentrate le principali attività economiche. Nel 2005 la popolazione urbana ammontava al 61%, mentre quella rurale era pari al 39%.

La Grecia è tradizionalmente terra di emigrazione. I flussi migratori si sono indirizzati principalmente verso l’America settentrionale, Australia e l’Europa del Nord. Fenomeno di rilievo per l’andamento demografico del paese è stato, a partire dal 1975, il rimpatrio degli emigrati; dagli inizi degli anni Novanta del XX secolo il paese ha registrato l’arrivo di immigrati provenienti dal Sud-Est asiatico e dall’Europa centrale e di rifugiati della ex-Iugoslavia.

La composizione etnica del paese è estremamente omogenea: il 98% della popolazione è greca, il rimanente è rappresentato da esigue minoranze turche (soprattutto in Tracia), albanesi, bulgare e armene.

1. Lingua e religione

La lingua nazionale è il greco moderno. Circa il 98% della popolazione è seguace della Chiesa ortodossa di Grecia, mentre il rimanente 2% è composto da musulmani (concentrati nel Dodecaneso e in Tracia), cattolici, protestanti ed ebrei.

2. Istruzione e cultura

L’istruzione è obbligatoria dai 6 ai 15 anni. Nel 2005 il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta ha raggiunto il 97,7%. Le principali università del paese sono quelle di Atene (1837), dove si trova anche il Politecnico (1836), di Salonicco (1925) e di Patrasso (1966).

Molti sono i musei che conservano importanti reperti della Grecia antica. Tra questi, il Museo archeologico nazionale, il Museo Bizantino, il Museo dell’Acropoli e il Museo Benaki, ad Atene; di rilievo anche il Museo archeologico di Olimpia, che espone un’importante collezione di bronzi antichi, e il Museo Archeologico di Iráklion, a Creta, dove si possono ammirare splendide testimonianze dell’arte minoica. Atene è sede della Biblioteca nazionale di Grecia.

La cultura dell’antica Grecia è stata determinante per lo sviluppo dell’intera civiltà occidentale. Per approfondimenti riguardo alla cultura del paese vedi: Teatro occidentale; Arte greca; Letteratura greca; Musica greca; Filosofia greca; Mitologia greca; Civiltà dell’Egeo; Giochi olimpici.

4. Divisioni amministrative e città principali

La Grecia è amministrativamente divisa in 13 regioni, a loro volta suddivise in 52 province (nomói, sing. nomós). Le regioni sono: Attica, Creta, Egeo Meridionale, Egeo Settentrionale, Epiro, Grecia Centrale, Grecia Occidentale, Isole Ionie, Macedonia Centrale, Macedonia Occidentale, Macedonia Orientale e Tracia, Peloponneso e Tessaglia. La Costituzione del 1975 riconobbe al monte Athos lo status di Repubblica monastica autonoma.

Oltre ad Atene, la capitale, e a Salonicco, seconda città del paese, altri centri importanti sono Patrasso, centro portuale nel Peloponneso; Lárissa e Vólos, in Tessaglia; Iráklion (Candia), importante centro portuale e commerciale sull’isola di Creta; Rodi, porto e maggiore città dell’isola omonima. Il Pireo è il principale porto naturale del paese. Tra le maggiori città antiche, depositarie di un inestimabile patrimonio storico e artistico, si ricordano Cnosso, Delfi, Epidauro, Micene, Olimpia e Sparta.

5. Economia

Nel 2006 il prodotto interno lordo del paese ammontava a 308.449 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 27.670,80 dollari USA. Nel 2004 il tasso di disoccupazione era pari al 10,2%.

L’agricoltura riveste un ruolo primario nell’economia greca, mentre il settore industriale è ancora oggi in via di sviluppo. Negli ultimi decenni, tuttavia, sono stati raggiunti risultati significativi grazie al ruolo trainante dei comparti chimico, metallurgico e tessile.

Grazie al ricchissimo patrimonio archeologico e culturale e alla mitezza del clima il paese vanta una fiorente industria turistica, voce rilevante del reddito nazionale. Un ruolo significativo nell’economia nazionale occupa infine la flotta mercantile (1.478 unità nel 2007): le attività armatoriali pongono la Grecia, con il 10% del tonnellaggio mondiale, al quarto posto nel mondo. Il paese è membro dell’Unione Europea dal 1981.

1. Agricoltura e allevamento

L’agricoltura impiega il 12% (2005) della forza lavoro del paese e contribuisce per il 3,3% alla formazione del prodotto interno lordo. I metodi di coltivazione rimangono ancora arretrati e limitate le estensioni dei terreni coltivabili (pari al 29,2%). L’aridità, l’erosione dei suoli e la dimensione ridotta delle aziende agrarie sono ulteriori ostacoli al pieno sviluppo del settore. I prodotti principali, accanto a frumento, orzo, mais, tabacco, barbabietola da zucchero, pomodori e agrumi, sono le produzioni tradizionali del paese: uva, olio e vino. La Grecia è il terzo produttore mondiale di olio d’oliva. Di rilievo sono inoltre le coltivazioni di cotone, di cui il paese è il maggior produttore in Europa (400.000 tonnellate nel 2006).

L’allevamento, incentrato principalmente su ovini e caprini, è una voce poco rilevante dell’economia nazionale. L’eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche e l’inadeguatezza dell’industria conserviera fanno della pesca una risorse di modesta importanza.

2. Risorse energetiche e minerarie

L’89,2% dell’elettricità del paese è prodotta da centrali termiche. Il petrolio, estratto nel mare Egeo settentrionale, la lignite, la bauxite, il nickel e il ferro sono le maggiori risorse minerarie del paese.

3. Industria

Il 22% (2005) della forza lavoro è impiegata nell’industria, che contribuisce per il 20,8% (2006) alla formazione del prodotto interno lordo. Fiorenti sono i settori metallurgico, agroalimentare (produzione di vino, olio, zucchero), tessile (cotonifici e capi di abbigliamento), petrolchimico e siderurgico.

4. Commercio e finanza

Il paese registra un pesante squilibrio tra importazioni ed esportazioni, risolto in parte dai proventi derivati dal turismo e dai contributi dell’Unione Europea. Nel 2004 il valore totale delle importazioni fu di 52.809 milioni di $ USA, a fronte di esportazioni per 15.224 milioni di $ USA. I principali prodotti di importazione sono macchinari, petrolio e suoi derivati, derrate alimentari, prodotti chimici e manufatti industriali. Esportati sono invece frutta e ortaggi, capi di abbigliamento, tessuti, tabacco, metalli non ferrosi, ferro ed acciaio. I principali partner commerciali sono Germania, Italia, Giappone, Stati Uniti, Francia, Paesi Bassi e Gran Bretagna. Atene possiede una borsa valori.

Fino all’introduzione dell’euro, l’unità monetaria del paese era la dracma, emessa dalla Banca di Grecia. Le principali banche commerciali sono la Banca Nazionale di Grecia e la Banca Agricola di Grecia.

5. Trasporti e vie di comunicazione

Le reti stradale (114.931 km nel 2004) e ferroviaria (2.576 km nel 2005) non hanno ancora raggiunto uno sviluppo adeguato a garantire un sistema di trasporti sicuro ed efficiente. Maggiormente sviluppati sono i trasporti marittimi e aerei, che consentono agevoli collegamenti tra gran parte delle isole. I principali aeroporti hanno sede ad Atene, Salonicco e Alexandroúpolis; la compagnia di bandiera è l’Olympic Airways.

6. Ordinamento dello stato

Sottoposta al dominio ottomano dal XV secolo, la Grecia raggiunse l’indipendenza nel 1830. Occupata dal 1940 al 1944 dagli eserciti italiano e tedesco, fino al 1949 fu teatro di una guerra civile conclusasi con la sconfitta delle forze comuniste. Dopo il periodo di dittatura militare (1967-1974), la Grecia si è data un nuovo assetto instaurando la repubblica parlamentare e adottando una nuova Carta costituzionale (1975).

1. Potere esecutivo

Il presidente, eletto dal Parlamento con un mandato di cinque anni, ha una funzione perlopiù rappresentativa. Egli designa il primo ministro e nomina, su proposta di questi, i ministri. Il potere esecutivo è affidato al primo ministro e al governo, che rispondono del loro operato davanti al Parlamento.

2. Potere legislativo

Il sistema legislativo è basato su un Parlamento unicamerale (Vouli ton Ellinon) composto da 300 membri eletti con sistema proporzionale per quattro anni. Hanno diritto al voto tutti i cittadini a partire dai 18 anni di età.

3. Potere giudiziario

Il sistema giudiziario prevede una Corte suprema e un Tribunale speciale supremo, i cui giudici sono nominati a vita dal presidente. La pena di morte è stata abolita nel 1993 per i crimini ordinari e completamente nel 2005.

4. Istituzioni periferiche

La Grecia comprende 13 regioni, a loro volta suddivise in 52 province.

5. Difesa

Il servizio militare è obbligatorio per tutti i cittadini maschi abili a partire dai 21 anni di età. Le forze armate contano 163.850 effettivi (2004). La Grecia è membro della NATO dal 1951.

6. Forze politiche

I maggiori schieramenti politici del paese sono la Nuova democrazia (Nea dimokratia, ND; conservatori), il Movimento socialista panellenico (Panellino socialistiko kinima, PASOK), e il Partito comunista greco (Kommunistiko komma ellados, KKE).

7. Storia

Per la storia della Grecia dalle origini al VI secolo d.C., vedi Grecia antica.

Dal VI all’VIII secolo le tribù slave provenienti da nord invasero la penisola, occupando l’Illiria e la Tracia e fondandovi stabili insediamenti, ai quali si aggiunsero poi quelli di valacchi, albanesi ed ebrei. L’avversione al dominio politico e religioso di Bisanzio, l’occupazione araba di Creta e quella della Grecia continentale da parte dei bulgari caratterizzarono i secoli successivi e crearono nel paese una situazione di instabilità che lo rese vulnerabile alle invasioni dei crociati. Al termine della IV crociata, nel 1204, essi divisero l’impero bizantino in diversi regni indipendenti, tra i quali il Ducato di Atene, controllato successivamente da sovrani francesi, spagnoli e italiani.

1. Dominazione ottomana

Nel 1453 il sultano Maometto II conquistò Costantinopoli e volse quindi la sua attenzione al Peloponneso e all’Attica; nel 1460 queste regioni divennero parte dell’impero ottomano. Da allora e per due secoli i turchi si contrapposero a Venezia in un lungo braccio di ferro per il predominio sul Mediterraneo orientale. Un breve periodo di dominio veneziano nel Peloponneso (1699-1718) fu l’unica interruzione della supremazia turca, che si prolungò fino al XIX secolo.

2. Il sorgere del movimento nazionalista

Il movimento nazionalista greco ebbe origine sul finire del XVIII secolo, promosso e fomentato con finalità antiturche dalla Russia, che prese a incitare i cristiani greco-ortodossi a ribellarsi al dominio del sultano; influenza ancora maggiore ebbero gli ideali della Rivoluzione francese. Una società segreta, l’Associazione degli amici (Hetairia), venne fondata nel 1814 e nel 1821 il suo leader, Alexander Ypsilanti (ex aiutante di campo dello zar Alessandro I) entrò a Jassy, capitale della Moldavia turca, a capo di un piccolo drappello di patrioti, e vi proclamò l’indipendenza della Grecia. La rivolta si risolse tuttavia in un disastro per l’inatteso rifiuto dello zar di sostenere il moto rivoluzionario.

3. Guerra di indipendenza

Non interrompendo comunque l’azione e inaugurando la prima fase della guerra d’indipendenza greca (1821-1824), i patrioti greci conquistarono alla loro causa diversi paesi e molti volontari. Nel 1824 il sultano Mahmud II si vide costretto a chiedere aiuto al pascià d’Egitto Muhammad Alì. Le truppe egiziane si spinsero fino al Peloponneso; l’accordo, che nel 1827 permise a un’Assemblea nazionale greca di approvare una Costituzione ed eleggere quale primo presidente della repubblica lo statista greco-russo Giovanni Antonio di Capodistria, si rivelò tuttavia solo temporaneo.

4. L’intervento delle potenze straniere

Nel 1827 Francia, Gran Bretagna e Russia avanzarono al sultano la richiesta di un armistizio con i rivoltosi; al rifiuto loro opposto, esse inviarono una forza navale congiunta che ebbe la meglio sulla flotta turca nella battaglia di Navarino. Nel 1829 il trattato di Adrianopoli pose fine al confronto (che aveva fatto anche da cornice a una guerra russo-turca combattuta nel 1828-1829), sancendo il riconoscimento dell’indipendenza greca. Nel 1830 Francia, Gran Bretagna e Russia dichiararono la Grecia regno autonomo sotto la loro comune protezione, assegnandole un territorio considerevolmente meno esteso rispetto alle attese dei nazionalisti.

5. Il regno di Ottone I

I primi anni di indipendenza si rivelarono difficili. Mentre le potenze cercavano un sovrano per la Grecia, l’amministrazione del paese fu lasciata a Giovanni Antonio di Capodistria, che governò in modo dittatoriale sino al suo assassinio nel 1831. Nel 1832 Ottone di Wittelsbach accettò il trono a lui offerto dalle potenze europee e l’anno seguente fu incoronato come Ottone I di Grecia.

Nel 1843 una sanguinosa rivoluzione costrinse il re a concedere una nuova e più liberale carta costituzionale. Nuovi motivi di contrasto sorsero quando il re accettò l’occupazione francese e inglese del Pireo per evitare una alleanza russo-greca durante la guerra di Crimea del 1853-1856. L’esercito depose Ottone nel 1862 offrendo la corona al secondogenito del re di Danimarca, salito al trono col nome di Giorgio I (1863). L’anno seguente una nuova Costituzione liberale garantì il suffragio universale maschile e la creazione di un Parlamento bicamerale.

6. La questione territoriale

Durante l’ultimo decennio del XIX secolo il regno greco tentò in ogni modo di estendere il proprio territorio. A seguito della sconfitta della Turchia nella guerra del 1877-78, il congresso di Berlino apportò alcune modifiche ai confini settentrionali della Grecia, assegnandole la Tessaglia e parte dell’Epiro. La Turchia rifiutò queste decisioni, ma il governo greco ne rivendicò l’applicazione nel 1885 in occasione della nuova crisi scoppiata nella regione a seguito dell’annessione della Rumelia alla Bulgaria. In questo caso furono le potenze europee a bloccare preventivamente Atene. Due anni dopo il governo greco sostenne il moto indipendentista scoppiato a Creta rifiutando l’invito delle potenze europee ad astenersi da ogni azione. Azioni terroristiche contro postazioni turche in Macedonia provocarono un conflitto che la Grecia non era preparata ad affrontare e che si risolse in una prevedibile disfatta; solo l’intervento diplomatico russo fermò la reazione turca. Nel 1906 l’Assemblea nazionale proclamò la riunificazione di Creta alla Grecia.

7. Le guerre balcaniche

Quando nel 1912 la Macedonia venne invasa dalle truppe ottomane, Grecia, Serbia, Bulgaria e Montenegro dichiararono guerra alla Turchia (vedi Guerre balcaniche). La sconfitta militare del sultano nel conflitto combattuto tra il 1912 e il 1913 fu totale, tanto che i termini del trattato di pace di Londra gli imposero l’abbandono di ogni pretesa di sovranità su territori europei, con l’eccezione di una limitata area circostante Istanbul. A seguito del trattato di Bucarest del 1913, il governo di Atene vide quasi raddoppiati popolazione e confini nazionali, che giunsero a comprendere anche la tanto contesa Macedonia.

8. La prima guerra mondiale

Benché allo scoppio della prima guerra mondiale la Grecia si proclamasse neutrale, re Costantino I si fece aperto promotore di una linea filotedesca che lo mise in aperto conflitto con il primo ministro Eleutherios Venizelos che nel 1916, sotto la protezione anglo-francese, istituì a Salonicco un governo di opposizione al re. Quest’ultimo nel 1917 abdicò in favore del secondogenito Alessandro. Richiamato al governo ufficiale del paese, Venizelos ottenne dal nuovo sovrano l’entrata in guerra a fianco delle potenze dell’Intesa.

Nell’organizzazione territoriale della regione balcanica stabilita nel dopoguerra, la Grecia ricevette la Tracia occidentale dalla Bulgaria, quella orientale dalla Turchia e molte isole Egee; rivendicando anche Smirne, truppe greche sbarcarono nei pressi della città nel 1919, andando incontro alla decisa reazione degli abitanti.

Alla morte di Alessandro, nel 1920, il rifiuto della corona da parte del fratello Paolo riaprì l’accesso al trono a Costantino: questi fu confermato re da un referendum popolare, nonostante la manifesta disapprovazione anglo-francese. La disfatta patita sul campo nella campagna per Smirne nel 1922 provocò la ribellione dell’esercito che istituì un regime guidato dal generale Nicholas Plastaras. Nel 1923 il trattato di Losanna assegnò definitivamente Smirne alla Turchia.

9. La parentesi repubblicana

Negli anni successivi alla prima guerra mondiale ci fu un massiccio ridislocamento di popolazione tra Grecia e Turchia. I turchi che abbandonarono i territori diventati greci furono 600.000; un milione di greci lasciarono a loro volta l’Anatolia. I rifugiati greci andarono a ingrossare le file della fazione antimonarchica che costrinse all’esilio il nuovo sovrano Giorgio II, sin lì semplice fantoccio nelle mani del regime militare. Il Parlamento proclamò la Repubblica di Grecia (1924); nel 1925 il generale Pangalos assunse tutti i poteri, ma un anno dopo venne a sua volta deposto da un golpe guidato dal generale Kondylis. Questi indisse nuove elezioni che dettero solo un ristrettissimo margine di maggioranza alla coalizione repubblicana rispetto al blocco monarchico-conservatore, sufficiente tuttavia a permettere i lavori per la stesura della nuova Costituzione che venne promulgata nel 1927. Nel 1928 il ritorno di Venizelos alla politica attiva riaprì al quadro istituzionale greco prospettive di stabilità.

10. Restaurazione della monarchia e colpo di stato

Venizelos rafforzò le relazioni internazionali della Grecia, firmando nel 1928 un patto di amicizia con l’Italia, un anno dopo uno con la Iugoslavia e un terzo con la Turchia nel 1930. Nel 1932 egli perse le elezioni; nel 1935 una ribellione di militari repubblicani fu sedata dall’opposto partito interno filomonarchico guidato dal generale Kondylis che, obbligato il primo ministro Tsaldaris alle dimissioni, per la seconda volta assunse poteri dittatoriali. Organizzato un plebiscito, nel 1935 il regime decise la sospensione della Costituzione repubblicana e la sua sostituzione con quella monarchica del 1911; Giorgio II venne richiamato sul trono alla fine dell’anno. Nel 1936 il generale Ioánnis Metaxás, leader del Partito della libera opinione e forte del sostegno dell’esercito, prese in mano la situazione e con un colpo di stato istituì un regime personale, proclamò la legge marziale e mise fuori legge partiti, sindacati e ogni tipo di opposizione.

11. La seconda guerra mondiale

Nel 1939 l’Italia di Mussolini aggredì l’Albania e nel 1940 la Grecia. Inaspettatamente i greci resistettero con successo e nel dicembre iniziarono il contrattacco. La disfatta italiana fu evitata solo dalle truppe tedesche, che in breve schiacciarono le forze greche. Un armistizio venne firmato il 23 aprile 1941 e quattro giorni dopo i nazisti entravano ad Atene, istituendo un governo collaborazionista. Giorgio II fuggì prima a Creta, poi al Cairo e a Londra.

A partire dalla fine del 1943 cominciò a organizzarsi in Grecia un’intensa attività di resistenza armata. Tra le principali formazioni la più radicata tra la popolazione era l’EAM, il Fronte di liberazione nazionale, che univa diverse organizzazioni politiche, sindacali e sociali progressiste e che aveva il proprio braccio armato nell’ELAS (Esercito popolare di liberazione nazionale); l’EDES (il Fronte democratico di liberazione nazionale) era espressione di ambienti più moderati e conservatori. Dopo lo sbarco alleato in Sicilia, avvicinandosi la prospettiva della liberazione dall’occupazione nazista, le forze dell’EAM e dell’EDES cominciarono a lottare tra loro per assicurarsi il controllo del paese; nel maggio 1944, tuttavia, le parti trovarono un accordo per costituire un governo congiunto.

12. La guerra civile

Il nuovo governo si insediò ufficialmente nell’ottobre 1944, dopo il ritiro tedesco dalla Grecia. Il primo ministro Georgios Papandreu ordinò all’ELAS la smobilitazione, ottenendone un rifiuto. Subito truppe inglesi furono spostate ad Atene, ma ciò non impedì lo scoppio della guerra civile dopo che in dicembre la polizia sparò sui dimostranti nel corso di una manifestazione dell’ELAS. L’aiuto inglese rovesciò presto la situazione a favore delle forze governative. Nel febbraio 1945 l’ELAS rinunciò alla lotta armata in cambio del permesso all’EAM di svolgere attività politica.

Le prime elezioni generali del dopoguerra (1946) videro l’affermazione del partito monarchico, duramente contestata dall’EAM che denunciò irregolarità nel voto. Il referendum istituzionale del successivo 1° settembre 1946 riportò Giorgio II sul trono. Qualche mese dopo Giorgio morì e gli subentrò il fratello Paolo I.

Nel frattempo le forze armate clandestine del Partito comunista greco si rafforzavano nelle regioni settentrionali. Nel 1947 la Gran Bretagna chiese agli Stati Uniti di assumersi la funzione di garante sin lì svolta da Londra sulla regione, ricevendo da Washington una risposta affermativa. L’arrivo di armi e consiglieri americani permise alle forze governative di sferrare nell’estate del 1948 un deciso attacco alle forze ribelli, che capitolarono (ottobre 1949).

13. Gli instabili anni Cinquanta e Sessanta

L’economia greca progredì sensibilmente. Sul piano internazionale il governo di Atene decise l’ingresso nella NATO nel 1951. Nel 1952 le elezioni vennero vinte dal fronte conservatore guidato da Alexandros Papagos al quale, nel 1955, subentrò Konstantínos Karamanlis, che alla successiva tornata elettorale mantenne la maggioranza dei seggi in Parlamento, ma non quella dei voti popolari espressi, andata invece al cartello delle opposizioni dell’Unione democratica.

Uno dei temi dominanti il dibattito politico degli anni Cinquanta fu l’unificazione alla Grecia dell’isola di Cipro. La richiesta avanzata dal governo Papagos di un plebiscito sulla questione dell’unione fu contestata dalla Gran Bretagna, mentre la Turchia avanzava a sua volta diritti sull’isola. Nel 1955 Grecia, Gran Bretagna e Turchia aprirono trattative che nel 1959 sfociarono nella decisione di riconoscere a Cipro la piena indipendenza, iniziata nell’agosto del 1960.

In occasione delle elezioni del 1961 vinte dal blocco governativo di Karamanlis, il nuovo partito dell’Unione di Centro guidato da Georgios Papandreu rifiutò di riconoscere il risultato elettorale. Il passaggio di consegne avvenne comunque nel febbraio del 1964, quando l’Unione di Centro ottenne la maggioranza assoluta dei voti.

14. Costantino II

Il 6 marzo dello stesso anno salì al trono Costantino II. Nel corso del 1965 egli entrò in forte contrasto con il premier Papandreu, deciso a epurare l’esercito da ogni tipo di influenza politica, e lo sospese dall’incarico. Seguirono diversi “governi del re”, mentre crescevano i segnali di un organizzarsi degli elementi conservatori nelle file dell’esercito. Nel marzo 1967 il primo ministro Panayiotis Kanellopoulos sciolse il Parlamento e indisse elezioni anticipate per il maggio successivo.

15. I “colonnelli” al potere

Con un colpo di stato, il 21 aprile 1967 un gruppo di ufficiali dell’esercito assunse il potere. La giunta militare emise una serie di decreti atti a sospendere la maggior parte delle libertà civili, istituendo un gabinetto guidato dal colonnello Georgios Papadopulos, subito distintosi per la durezza della repressione verso ogni opposizione politica. Il 1° giugno 1973 il governo abolì la monarchia e proclamò la repubblica, con Papadopulos alla presidenza.

16. Caduta della giunta militare

Forti proteste studentesche nell’autunno del 1973 portarono alla reintroduzione della legge marziale, e furono l’occasione per un nuovo golpe militare che, rovesciato Papadopulos, portò al potere il generale Phaidon Gizikis, travolto poco dopo dal fallimento dell’azione militare promossa a Cipro. L’opposizione popolare indusse la giunta militare a dimettersi (1974), a richiamare dall’esilio Karamanlis e ad affidargli la guida della nazione. Elezioni libere confermarono il governo di Karamanlis e del suo Nuovo partito democratico, mentre una nuova Costituzione repubblicana fu approvata nel 1975.

17. Legami rinnovati con l’Europa

Il nuovo regime democratico lavorò per ridare al paese un minimo di stabilità interna e per riallacciare i legami con la comunità internazionale. Dopo la crisi di Cipro del 1974 la Grecia si era ritirata dalla NATO; nel 1980 il governo di Atene rientrò pienamente entro le strutture atlantiche e nel 1981 aderì all’Unione Europea. Nelle elezioni parlamentari di quell’anno il Movimento socialista panellenico (PASOK) di Andreas Papandreu, figlio di Georgios, vinse in modo netto, costituendo il primo governo socialista della storia greca.

Nel 1989 gli succedette un gabinetto guidato dal leader del Nuovo partito democratico Tzannis Tzannetakis. Nell’ottobre 1993 Papandreu ritornò al potere: alla sua morte, tre anni dopo, il PASOK conservò, pur diviso da polemiche interne, la guida del paese con Constantine Simitis.

18. Un complesso retaggio storico

Oltre a una critica situazione economica che tra il 1996 e il 1997 provocò un’ondata di scioperi che paralizzò tutto il paese, negli anni Novanta la Grecia fu impegnata in diverse dispute politico-diplomatiche con i suoi vicini e soprattutto dal vecchio e mai risolto contenzioso storico con la Turchia, alimentato dalla questione cipriota, dal disaccordo sul limite delle acque territoriali e dalla questione curda (Ankara sospettava infatti il governo di Atene di aver sostenuto, in funzione antiturca, i movimenti nazionalisti curdi).

Un’altra delicata questione si sviluppò agli inizi degli anni Novanta intorno al riconoscimento della Macedonia dopo il suo distacco dalla Iugoslavia. Temendo rivendicazioni territoriali sull’omonima provincia greca, la Grecia si oppose infatti energicamente all’adozione, da parte del nuovo stato, del nome “Macedonia” e dell’antico emblema dinastico (la stella, o sole, a sedici punte, parte dell’arredo di una tomba reale attribuita a Filippo II rinvenuta nel 1977 durante uno scavo archeologico a Vergina, nei pressi di Salonicco), ritenendoli parte del proprio patrimonio storico e culturale. La disputa, radicata in un complesso retaggio storico, si attenuò in parte nel 1995, quando il nuovo stato (riconosciuto nel 1993 dall’ONU con il nome provvisorio di Repubblica ex Iugoslava di Macedonia - FYROM) e la Grecia si impegnarono reciprocamente a rispettare la sovranità, l’integrità territoriale e l’indipendenza politica.

Una terza questione emerse nel momento di maggiore crisi del nuovo corso albanese, quando il governo di Tirana accusò circoli nazionalistici greci di fomentare la minoranza greca per annettersi il Sud del paese.

19. Riavvicinamento alla Turchia e ingresso nell’euro

Nel 1999 le difficoltà economiche determinarono lo slittamento dell’entrata del paese nell’area dell’euro. La vita politica e diplomatica greca continuò a essere travagliata dagli sviluppi della situazione nei Balcani e soprattutto dal rapporto sempre più conflittuale con i turchi, in particolare in seguito all’acquisto, da parte di Cipro, di missili terra-aria dalla Russia. La Turchia – ostile alla strategia comune di difesa messa a punto da Cipro e Grecia, che consentiva a quest’ultima di disporre della base aerea cipriota di Paphos – minacciò infatti di intervenire militarmente contro Cipro e ammorbidì i toni della polemica solo in seguito allo spostamento dei missili a Creta.

Nell’agosto 1999, il tempestivo e generoso soccorso fornito dalla Grecia alle popolazioni del nord-ovest della Turchia colpite da un rovinoso terremoto determinò un improvviso miglioramento delle relazioni tra i due paesi. In settembre, il ministro degli Esteri greco George Papandreu annunciò la disponibilità del governo a riconsiderare la sua posizione in merito all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea, al quale la Grecia si era sempre opposta.

Alla fine del suo mandato Simitis conseguì un altro importante risultato, riuscendo ad anticipare di un anno l’ingresso della Grecia nell’Unione monetaria europea. Nelle elezioni legislative svoltesi nell’aprile 2000 il PASOK sconfisse, anche se per poche decine di migliaia di voti, il partito della Nuova Democrazia, riconquistando la maggioranza (158 seggi su 300) e il governo del paese.

Riconfermato nel suo incarico, il primo ministro socialista Constantine Simitis rilanciò il dialogo diplomatico con la Turchia sulla questione cipriota. Un negoziato aperto alla fine del 2001 dal leader greco-cipriota Glafkos Clerides e da quello turco-cipriota Rauf Denktash, si concluse tuttavia senza esiti nel luglio 2002.

Le elezioni legislative del marzo 2004 segnarono la sconfitta del PASOK passato sotto la guida di George Papandreu (40,5% dei suffragi e 117 dei 300 seggi del Parlamento greco). A trionfare furono i conservatori di Nuova democrazia (45,4% dei voti e 165 seggi), il cui leader Costas Karamanlis, nipote dell’ex primo ministro Konstantínos, formò il nuovo governo.

In agosto la Grecia ospitò la XXVIII edizione delle Olimpiadi. Nel timore di attentati terroristici, il governo greco predispose uno straordinario sistema di sicurezza, avvalendosi della collaborazione di agenti dei servizi segreti e delle polizie di molti stati, soprattutto occidentali.

20. Sviluppi recenti

Le leggi sul lavoro e sul welfare approvate dal nuovo Parlamento sollevano molte proteste nel paese, bloccato a più riprese tra il 2005 e il 2006 da forti ondate di scioperi.

Nell’agosto 2007 il paese affronta una drammatica emergenza dovuta agli incendi, in gran parte dolosi, che causano molte vittime e ingentissimi danni. A settembre, le elezioni legislative (anticipate di un anno), registrano la conferma alla guida del paese di Nuova democrazia e del loro leader Costas Karamanlis. I conservatori, infatti, perdono 13 seggi, ma conservano la maggioranza, seppure esile (152 seggi su 300), nel Parlamento del paese. Lacerati da divisioni, i socialisti del PASOK perdono 15 seggi, che vanno a beneficio del Partito comunista e della Coalizione della sinistra radicale.