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Backgammon
1. Introduzione

Backgammon Gioco da tavolo per due persone, ciascuna delle quali dispone di 15 pedine (bianche o nere) che avanzano secondo il lancio dei dadi su un tavoliere diviso in due sezioni (chiamate settore interno e settore esterno) separate da un rialzo detto 'bar'. Su ognuno dei due lati del tavoliere sono tracciati dodici triangoli o frecce. Scopo del gioco è muovere le 15 pedine di freccia in freccia fino a spostarle tutte nel proprio settore interno togliendole poi dal tavoliere.

2. Regolamento e punteggio

Il vincitore guadagna la somma in palio se l'avversario ha tolto almeno una pedina e non ha più pezzi nel settore del vincitore. Il vincitore fa 'gammon' (vincendo il doppio) quando l'avversario non ha tolto nessuna pedina; mentre fa 'backgammon' (vincendo il triplo) quando l'avversario non solo non ha tolto nessuna pedina, ma ha anche uno o più pezzi sul bar o nel settore del vincitore.

A turno i giocatori tirano due dadi (perché il tiro sia valido i dadi devono cadere all'interno del proprio settore) e muovono le pedine lungo le frecce in base al punteggio ottenuto. Ciascun dado indica una mossa separata. Quando un giocatore ottiene due valori uguali, il punteggio viene raddoppiato. Qualora risulti impossibile usare i valori dei due dadi, viene scelto il dado avente il punteggio più alto. Se una freccia è occupata da una pedina, l'avversario vi si può fermare, buttando fuori la pedina e spostandola sul bar. Una pedina non può spostarsi su una freccia occupata da due o più pedine avversarie. La pedina buttata fuori può essere mossa solo se il giocatore tira i dadi e ottiene il numero esatto per rientrare in una posizione libera nel suo settore interno.

Se il giocatore tira due valori identici, viene raddoppiato il punteggio (chi fa 4 e 4 non conta 4 + 4 bensì 4 + 4 + 4 + 4). Diverso è il raddoppio della somma in palio: si indica con il 'dado del raddoppio' che ha sulle sei facce i numeri 2, 4, 8, 16, 32, 64. In qualsiasi momento un giocatore può offrire all'avversario la possibilità di raddoppiare la somma in palio. Questo diritto al raddoppio si alterna e viene sempre offerto dal giocatore che ha accettato l'ultimo raddoppio. Il giocatore può proporre il raddoppio solo durante il suo turno e prima di aver tirato i dadi. Il raddoppio può essere accettato o rifiutato; in caso di rifiuto il gioco ha termine e il giocatore che ha rifiutato il raddoppio perde, indipendentemente dal punteggio precedentemente ottenuto prima dell'offerta.

3. Cenni storici

Il backgammon è uno dei più antichi giochi da tavolo e sembra sia originario della Mesopotamia. Tracce di un backgammon pare siano state trovate negli scavi di Ur (2600 a.C.). Un gioco molto simile al nostro fu diffuso nell'antica Grecia e a Roma, dove era conosciuto con il nome di tabula.

Il nome di 'backgammon' fu coniato approssimativamente intorno al 1645 e sta a indicare il ritorno delle pedine verso il proprio lato del settore interno e la loro uscita dal tavoliere. Le regole che lo determinano ancora oggi furono codificate nel 1743 dall'inglese Edmund Hoyle. Il dado del raddoppio è in uso dal 1925.

Praticato in tutto il mondo, il backgammon è chiamato tablas reales in Spagna, tric-trac e jacquet in Francia, plakato in Grecia (dove è un gioco molto popolare), Puff in Germania. In Turchia ne esistono tre varianti chiamate: gioul, tavla e moultezim.

In Italia attraverso i secoli furono diffusi nelle varie regioni nomi svariati come buffa, camarzo, jacina, giacchetto, imperiale, minoretto, sbaraglino, toccadiglio, tric-trac; il nome più diffuso, fino ai primi decenni del Novecento, fu tavola reale; oggi si chiama correntemente backgammon.