| Trova nell'articolo | Graminacee | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Graminacee Vasta famiglia di circa 9000 specie vegetali, ordinate in oltre 600 generi, di grande importanza economica ed ecologica. Le graminacee comprendono infatti tutti i cereali coltivati per l’alimentazione umana o animale, tra i quali il grano, il riso, il mais, l’orzo, la segale e l’avena, e la maggior parte delle piante erbacee che crescono nei prati di tutto il mondo.
| 2. | Caratteristiche generali |
Nonostante la grande varietà di specie, le graminacee presentano numerose caratteristiche strutturali comuni. In genere sono dotate di radici fascicolate. Il fusto, detto culmo, è prevalentemente erbaceo, internamente vuoto ed esternamente suddiviso, dai punti di inserzione delle foglie (nodi), in segmenti ben distinguibili detti internodi. Fanno eccezione il fusto del bambù, che è coriaceo e legnoso, e quello del mais, che non è vuoto, ma contiene il midollo. Questa particolare struttura del fusto rende le graminacee particolarmente resistenti alle sollecitazioni meccaniche.
Le foglie sono lunghe e sottili, percorse da nervature parallele. Si inseriscono lungo il fusto in corrispondenza dei nodi, con un’ampia guaina che lo avvolge completamente. Tra la guaina e la lamina si trova la ligula, un piccolo lembo membranoso o setoloso, la cui funzione consiste probabilmente nell’evitare che l’acqua si infiltri tra il fusto e la guaina. Sempre tra la guaina e la lamina possono essere presenti anche le orecchiette, una coppia di piccole appendici più o meno lunghe, che si dipartono dalla foglia avvolgendo il fusto; ad esempio, l’avena ha orecchiette fogliari particolarmente evidenti.
L’impollinazione di gran parte delle graminacee è di tipo anemogamo (a opera del vento), pertanto non richiede corolle appariscenti che attirino gli insetti o gli uccelli impollinatori. Infatti, le graminacee presentano fiori piccoli e per nulla vistosi (detti flosculi), riuniti in infiorescenze a spiga o a pannocchia. Ogni infiorescenza è composta da più spighette: ognuna di queste presenta un asse portante, lungo il quale sono inseriti i fiorellini, racchiusi da una o più coppie di brattee (di queste, quella più esterna è detta lemma, quella più interna, palea). Alla base della spighetta sono inserite due formazioni squamose cave, chiamate glumi. Glume e lemma hanno in genere una consistenza coriacea e spesso danno origine a un lungo prolungamento filiforme, la resta o arista. La palea è formata da tessuti delicati e membranosi.
| 3. | Distribuzione |
Le graminacee sono le angiosperme più diffuse al mondo: la loro distribuzione interessa l’intero pianeta, dal Circolo polare artico fino all’Antartide, passando per le regioni temperate e i tropici. Crescono nelle condizioni ambientali più disparate e possono avere dimensioni estremamente varie, dai pochi centimentri della fienarola dei prati (Poa pratensis) agli oltre 30 m del bambù gigante. Abbondano nei grandi spazi aperti, come la tundra, la steppa, la savana e la prateria, ma non disdegnano neppure le foreste, né gli habitat acquatici. Alcune vivono galleggiando sull’acqua senza mai ancorarsi al suolo, mentre altre popolano perfino gli ambienti desertici.
| 4. | Usi e importanza economica |
La categoria di graminacee più importante dal punto di vista economico è quella dei cereali, che in tutte le regioni del mondo costituiscono la base dell’alimentazione umana. Il loro successo si deve in particolare all’alto valore nutritivo, derivante dall’elevato contenuto di carboidrati, alla gradevolezza degli alimenti che se ne possono ottenere e alla relativa facilità di conservazione. Un’altra pianta di notevolissimo valore economico è la canna da zucchero, impiegata per ricavare lo zucchero da tavola in alternativa alla barbabietola da zucchero, e il bambù, utilizzato sia come fonte di cibo che come materiale da costruzione e, un tempo, come materia prima per la produzione della carta.
Le graminacee sono, inoltre, la fonte primaria di nutrimento per gli animali erbivori, sia selvatici che domestici: i primi brucano l’erba nei pascoli, i secondi vengono nutriti con il fieno e gli insilati raccolti dagli agricoltori. Alcune specie, infatti, sono le principali componenti dei prati di tutto il mondo; tra quelle più diffuse e coltivate per creare tappeti erbosi nelle regioni temperate si annoverano la fienarola dei prati (Poa pratensis) e le specie dei generi Agrostis e Festuca; nelle regioni più calde si seminano prevalentemente Cynodon dactylon e le specie del genere Zoysia.
In aree in cui sussistono particolari condizioni climatiche e geologiche, ad esempio di esposizione al sole o di composizione del suolo, si preferisce coltivare specie più resistenti: Buchloe dactyloides, ad esempio, cresce anche nelle aree più aride, mentre Axonopus affinis viene seminata sui terreni scarsamente drenati. In alcuni casi, particolari specie annuali a crescita rapida, come Agrostis gigantea, vengono utilizzate per formare coperture erbose in breve tempo. Le graminacee sono particolarmente adatte a essere utilizzate per seminare tappeti erbosi perenni, in quanto portano i tessuti meristematici (punti di crescita) alla base e non all’apice della pianta; questo fa sì che le piante possano continuare la crescita anche dopo il taglio della cima.
Non tutte le graminacee sono piante utili: alcune di esse sono addirittura considerate infestanti, in quanto crescono in mezzo alle colture, sottraendo acqua, luce e nutrienti alle specie utili. Inoltre, il polline delle graminacee, particolarmente leggero e volatile, è uno dei principali agenti scatenanti di allergie stagionali in individui predisposti.
Classificazione scientifica: Le graminacee costituiscono una famiglia dell’ordine delle poali, classe monocotiledoni, divisione angiosperme.