Romanticismo (arte)
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Romanticismo (arte)
3. Francia

In Francia la prima fase del romanticismo coincise con le guerre napoleoniche (1799-1815) ed è quindi comprensibile che gli artisti romantici traessero ispirazione da questi drammatici eventi storici. Antoine-Jean Gros, formatosi alla scuola neoclassica (fu discepolo di Jacques-Louis David), fu tra i primi che approdarono a uno stile più vivace ed emozionale: influenzato anche dall’opera del pittore barocco fiammingo Pieter Paul Rubens, Gros diede vita a quadri mossi, dai toni violenti, perlopiù di sanguinose battaglie.

La figura più rappresentativa del romanticismo francese fu tuttavia Théodore Géricault, che esasperò lo spirito drammatico e le scelte cromatiche di Gros e, nelle opere a soggetto bellico, spostò l’accento dall’eroismo trionfante alla sofferenza e alla fatica dei combattenti. Nel suo Corazziere ferito (1814), l’immagine del soldato che si trascina zoppicante fuori del campo di battaglia, tra il fumo e le nuvole incombenti, comunica un senso di isolamento e di vulnerabilità che vuole essere paradigma della condizione umana. Vigorose pennellate, contrasti di luce e toni cupi concorrono a questo effetto.

Il capolavoro di Géricault, La zattera della Medusa (1818-19), rappresenta con forti effetti chiaroscurali un episodio di cronaca contemporanea (la drammatica sopravvivenza su una zattera di fortuna di alcuni scampati a un naufragio), soffermandosi sullo sfinimento dei personaggi, la fisicità sofferente, la morte.

Il tema della sofferenza fu ripreso dal più grande degli artisti romantici francesi, Eugène Delacroix, ad esempio nel Massacro di Scio (1824). Delacroix si rivolse spesso a soggetti letterari, infondendo vita nella rappresentazione attraverso un uso energico del colore: trascurando la cura della forma e il segno netto, tipici dell’arte neoclassica, utilizzava toni inediti, ottenuti attraverso la giustapposizione dei colori complementari stesi in lunghe pennellate nervose. Ne risultano quadri di vibrante espressività, che l’autore voleva simile, per impatto emotivo, a quella della musica.

Un altro suo capolavoro famoso, esemplare dell’arte romantica, è La morte di Sardanapalo (1827), ispirata a un’opera del poeta romantico inglese George Byron: nonostante la ricchezza di particolari e la precisione descrittiva delle varie parti del quadro, la scena rappresentata comunica un senso di caos mitico, archetipico, attraverso una composizione dinamica, i colori accesi, la violenza dell’azione.