| Romanticismo (arte) | Articolo | ||||
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| 4. | Germania |
I pittori romantici tedeschi, come pure i poeti e i filosofi della loro generazione, mossero da una concezione della natura intesa come luogo della manifestazione divina. Questa tensione panica ispirò un’eccellente produzione di genere paesaggistico, inaugurata dai dipinti a sfondo mistico e simbolico di Philipp Otto Runge.
Il maggiore esponente della tendenza fu Caspar David Friedrich, i cui assorti paesaggi, dipinti con cura meticolosa, appaiono sospesi tra sentimento mistico e malinconia, senso di solitudine e sottile inquietudine angosciosa. Il suo pessimismo romantico trova massima espressione nell’opera Mare polare (1822), in cui i resti di una nave naufragata appaiono appena visibili sotto una piramide di lastre di ghiaccio: un omaggio alla forza della natura che si impone inesorabilmente sulle aspirazioni e velleità umane.
In Germania nacque anche un'altra scuola di pittori romantici, i cui esponenti si facevano chiamare nazareni: intento ispiratore era riprodurre lo spirito e lo stile dell’arte religiosa medievale (l’artista nazareno forse più importante fu Friedrich Overbeck). Tra i pittori della tarda fase romantica è doveroso ricordare invece l’austriaco Moritz von Schwind, che traeva i suoi soggetti dalla mitologia germanica e dalla tradizione delle leggende fantastiche.