Veda
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Veda
3. Contenuti e uso

Le prime tre raccolte contengono prescrizioni rituali adottate in epoca vedica dai sacerdoti che officiavano i sacrifici cerimoniali: il Rig-Veda, comprendente più di 1000 inni composti in differenti metri poetici e concentrati in dieci libri, veniva usato dai sacerdoti (hotar), o recitanti, che invocavano gli dei leggendo gli inni ad alta voce; il Sama-Veda, contenente sezioni in versi tratte dal Rig-Veda, era usato da cantori detti udgatar, che ne cantavano melodie (sanscrito sama). Lo Yajur-Veda presenta preghiere e formule sacrificali (sanscrito yaja, “sacrifici”) in prosa e in versi, contenenti più o meno lo stesso materiale; era usato dai sacerdoti detti adhvaryu che compivano le varie operazioni manuali durante i sacrifici.

Il quarto Veda, l’Atharva-Veda (tradizionalmente fatto risalire a un asceta di nome Atharvan), è composto da una serie di inni, incantesimi e sortilegi che dovevano avere la funzione di formule magiche a uso soprattutto personale, nella vita quotidiana. Ritenuto il testo più recente, forse derivato da residui della locale cultura preariana, fu infine accolto fra i Veda dopo essere stato adottato come manuale rituale dai brahmani, la classe di sacerdoti addetti ai sacrifici.