Indonesia
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Indonesia
2. Territorio

Un sistema di catene montuose con cime molto elevate si estende da Sumatra a Timor. I monti più alti sono il Kerinci (3.805 m) a Sumatra, il Rinjani (3.726 m) a Lombok e il Semeru (3.676 m) a Giava. Kalimantan ha un rilievo centrale, circondato da una pianura costiera, e Celebes è prevalentemente montuosa. Puncak Jaya (5.030 m), il più alto picco indonesiano, sorge nella catena del Pegunungan Sudirman, nella provincia di Papua.

Una caratteristica dell’Indonesia è il vulcanismo. Sulle isole sono presenti circa 220 vulcani attivi e un considerevole numero di crateri spenti. Nel paese si sono verificate alcune delle maggiori eruzioni vulcaniche della storia: il vulcano Tambora (Gunung, cioè “monte”, Tambora), situato nella regione costiera a nord di Sumbawa, eruttò nel 1815 provocando la morte di circa 50.000 persone; il Krakatoa (Gunung Krakatau), che sorge sull’isoletta di Rakata, fra Giava e Sumatra, nel 1883 distrusse con la sua attività due terzi del territorio insulare e provocò un maremoto che causò 35.000 vittime; l’eruzione del monte Agung (Gunung Agung), nel 1963, provocò oltre 10.000 vittime. Per quanto distruttiva e fonte di costante pericolo, l’attività vulcanica ha arricchito nel tempo la fertilità del suolo. A Giava, ad esempio, ci sono oltre 120 vulcani (di cui una ventina attivi) e uno dei terreni più ricchi dell’Indonesia.

La vasta rete idrografica indonesiana comprende numerosi fiumi di portata irregolare, che durante la stagione delle piogge sono soggetti a piene frequenti e provocano spesso inondazioni, e pochi laghi, il più esteso dei quali è il Toba, a Sumatra (1.300 km² circa). I fiumi più lunghi si trovano a Sumatra (Kampar, Inderagiri, Musi) e a Kalimantan (Kapuas, Barito, Mahakam).

1. Clima

Il clima dell’Indonesia è prevalentemente equatoriale. Le temperature medie, piuttosto elevate, si mantengono stabili fra i 24 e i 27 °C. Anche il tasso di umidità è molto alto (intorno all’80% annuo); le precipitazioni, determinate dai monsoni, sono abbondanti e raggiungono medie annuali di 1.800 mm. La stagione piovosa dura da novembre a maggio, mentre da giugno a ottobre il clima è relativamente più asciutto. Nelle regioni montuose la piovosità aumenta: sui versanti dei rilievi esposti agli umidi venti asiatici le precipitazioni superano i 4.000 mm annui.

2. Flora e fauna

In Indonesia si estende la foresta pluviale; il disboscamento è stato intensivo in alcune aree, ma le foreste ricoprono ancora circa la metà della superficie complessiva del paese e comprendono oltre 4.000 specie arboree. Nelle isole orientali prevale la vegetazione tipica della savana; sui bassi litorali del Borneo e di Sumatra crescono le mangrovie, presenti, insieme a bambù, palme, querce, castagni e conifere, nei luoghi in cui la foresta equatoriale non trova spazio oppure è stata abbattuta. Nel paese vi sono inoltre numerose specie di piante da fiore, che comprendono alcuni dei fiori più grandi del mondo, come la Rafflesia arnoldii.

L’Indonesia si trova nella zona di transizione tra le due maggiori zone faunistiche del mondo, quella asiatica e quella australiana. La linea che le separa, nota come “linea di Wallace”, attraversa il territorio indonesiano, dove si possono trovare specie asiatiche e specie australiane: a ovest della linea, il rinoceronte, l’elefante, la tigre, il tapiro, l’orango e varie specie di gibboni e scimmie (comunità faunistica asiatica); a est il cacatua, l’uccello del paradiso e l’uccello giardiniere, l’echidna e marsupiali come il bandicoot (comunità faunistica australiana). Molte varietà sono specifiche di un’isola o di un gruppo di isole: l’orango si trova solo a Sumatra e nel Borneo; la tigre a Giava e a Sumatra; il bue selvatico a Giava e nel Borneo; la scimmia dalla proboscide solo nel Borneo; l’elefante, il tapiro e il siamang (gibbone nero) si trovano solo a Sumatra. Numerosissimi in tutto l’arcipelago sono gli uccelli, gli anfibi e i rettili, fra cui la più grande lucertola del mondo, il rarissimo varano di Komodo. Molte specie sono ad alto rischio di estinzione, incluso l’orango, il rinoceronte giavanese e il rinoceronte di Sumatra.

3. Problemi e tutela dell’ambiente

L’Indonesia include una grande varietà di habitat e di forme di vita vegetale e animale, la maggior parte delle quali sono endemiche. Si trova qui il 10% circa delle foreste tropicali umide del mondo e ampie zone umide, che sono perlopiù coltivate a riso o sfruttate per l’acquacoltura. Le barriere coralline che bordano le numerose isole del paese sono molto importanti per la conservazione della biodiversità marina.

Sviluppo urbano e agricoltura intensiva rappresentano la causa principale della deforestazione, il maggior problema ambientale del paese. Sebbene il 48,8% (2005) delle terre emerse risulti tuttora coperte di foreste, ogni anno l’1,61% (1990–2005) dell’area forestale viene disboscato. Il taglio e l’esportazione di tronchi grezzi sono stati vietati, ma la legge è spesso violata e l’attività illegale è difficile da contenere. Inoltre, come in altri paesi in via di sviluppo, la deforestazione è aggravata dal taglio di legna da ardere per uso domestico.

L’Indonesia gestisce una rete di zone protette che comprende il 4,5% (2004) delle sue terre emerse. Lo status di zona protetta è stato esteso anche a una vasta rete di riserve marine. Il governo indonesiano ha dichiarato sei riserve della biosfera nell’ambito del programma MAB (Man and the Biosphere, l’uomo e la biosfera) dell’UNESCO e ha ratificato la WHC (World Heritage Convention, Convenzione per il patrimonio culturale mondiale) nel 1989. Il paese possiede sei World Heritage Sites.

Fra gli accordi ambientali internazionali ratificati vi sono quelli riguardanti la biodiversità, il cambiamento del clima, le specie in via d’estinzione, la Convenzione sul Diritto del mare, l’abolizione dei test nucleari, la protezione dell’ozonosfera, il Trattato per il Legname Tropicale del 1983 e del 1994 e la protezione delle zone umide.