Cava
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2. Procedimenti di estrazione

Il procedimento di estrazione segue diversi metodi e si avvale di vari equipaggiamenti, come utensili manuali, esplosivi, o seghe a motore. A seconda del materiale che si vuole ottenere si procede con scavi a trincea oppure a cuneo. Il caolino viene estratto usando potenti getti d'acqua.

Gli esplosivi sono spesso usati per provocare il distacco di grandi blocchi di pietra, che successivamente vengono ridotti in frammenti più piccoli manualmente oppure per percussione con una pesante sfera di acciaio. I fori per la collocazione delle cariche esplosive vengono scavati fino alla profondità a cui si vuole provocare il distacco della roccia.

La canalizzazione è il procedimento che prevede lo scavo di stretti canali nella roccia per liberare i lati di grandi blocchi. I canali, scavati da appositi macchinari semoventi, devono arrivare a profondità sufficiente da permettere l'inserzione di cunei per scalzare la roccia. Questo procedimento è molto usato per il marmo, l'arenaria, il calcare e altre rocce relativamente tenere, ma non è adatto per il granito e altre rocce dure.

Un altro metodo prevede la combinazione di sega a motore, abrasivo e acqua (come lubrificante e refrigerante). La sega pratica una sottile incisione che può successivamente essere allargata con cunei o intasata con esplosivi. Questo metodo è impiegato nelle cave di granito e calcare. Recentemente sono stati introdotti macchinari automatici, controllati da computer, che squadrano i blocchi senza che sia necessario l'intervento di operatori e con minore scarto di materiali.