Trasfusione sanguigna
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Trasfusione sanguigna
3. Utilizzo di diversi componenti del sangue

In alcuni interventi, è necessario trasfondere al paziente sangue completo: ciò si verifica, ad esempio, nella terapia della malattia emolitica del neonato, mediante la quale il neonato riceve una trasfusione totale di sangue. In generale, a seconda della lesione che ha provocato la perdita di sangue e ha determinato la necessità di una trasfusione, possono essere utilizzati diversi componenti del sangue. Per il trattamento delle perdite di sangue causate da lesioni o interventi chirurgici, si tende a privilegiare la trasfusione di globuli rossi concentrati e separati dal plasma. In altri casi casi, come nelle ustioni gravi, il volume del sangue circolante può risultare ridotto per perdita di liquidi: lo scopo della trasfusione, allora, è quello di riportare alla normalità la quantità di fluidi circolanti e quindi, piuttosto che i globuli rossi, sono necessari il plasma o un derivato del plasma, chiamato sieroalbumina. Il plasma congelato può essere utilizzato quando si è verificata una particolare perdita di fattori di coagulazione; questo componente del sangue può essere conservato per un anno. Le soluzioni di albumina vengono usate per la terapia di shock e ustioni e per alcuni pazienti con malattie renali ed epatiche. Per molti degli stessi scopi è possibile, peraltro, usare una frazione di plasma meno pura, comprendente le proteine plasmatiche. I fattori di coagulazione isolati dal sangue sono usati per la terapia di alcuni disturbi emorragici ereditari come l'emofilia. I pazienti sottoposti a chemioterapia per il cancro, quando è necessario, possono ricevere un'infusione di piastrine, la componente del sangue che aiuta a prevenire o bloccare il sanguinamento.