| Trova nell'articolo | Movimento ecumenico | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Movimento ecumenico Movimento di cooperazione mondiale e di unità tra i cristiani. Nel XIX secolo il termine 'ecumenismo' venne a indicare, per la Chiesa cattolica, la sollecitudine per l'unità dei cristiani e il rinnovamento della Chiesa, mentre per i protestanti, che fondarono il moderno movimento ecumenico all'inizio del XX secolo, il termine non si riferiva solo all'unità dei cristiani, ma, in accezione più ampia, alla missione mondiale della cristianità.
| 2. | Scopi dell'ecumenismo |
La Conferenza missionaria mondiale (Edimburgo 1910) segnò l'inizio dell'ecumenismo moderno. Da essa nacquero tre filoni di impegno ecumenico: evangelizzazione, servizio e dottrina, oggi promossi dal Consiglio mondiale delle Chiese, costituito nel 1948 e comprendente nel 1994 oltre 320 chiese sparse in più di 90 paesi.
Dall'attivismo evangelizzatore del moderno ecumenismo nacque il Consiglio missionario internazionale (1921), comprendente 17 organizzazioni nazionali che coordinavano la strategia di missione e aiutavano le nuove chiese.
I tentativi di travalicare le barriere confessionali e nazionali giunsero a frutto nel 1925, quando si riunì a Stoccolma la conferenza cristiana universale di Vita e Azione, per individuare l'applicazione dei precetti del Vangelo al mondo dell'industria, alla società, alla politica e alle relazioni internazionali.
Il movimento, sostenitore dell'ecumenismo dottrinale, condusse alla convocazione della prima conferenza mondiale di Fede e Costituzione (1927) e a una seconda conferenza di Fede e Costituzione (Edimburgo 1937), anno in cui un'ulteriore conferenza di Vita e Azione si riunì all'Università di Oxford. I delegati delle due conferenze vollero coordinare unanimemente il loro lavoro e nel 1938 venne nominato un comitato provvisorio per formare un organo rappresentativo delle chiese. La formazione del Consiglio ecumenico delle Chiese, che sarebbe dovuta avvenire nel 1941, fu rimandata di sette anni per lo scoppio della seconda guerra mondiale. Nel 1961 la corrente missionaria dell'ecumenismo protestante si unì a quelle del servizio e della dottrina fondando il Consiglio missionario internazionale, già unito al Consiglio ecumenico delle Chiese.
Dopo il 1920 anche il patriarcato ecumenico di Costantinopoli diffuse un'enciclica che chiamava tutti i cristiani a riunirsi, dando vita all'attiva partecipazione all'ecumenismo delle Chiese ortodosse.
La Chiesa cattolica invece si mantenne ferma nel rifiutare il movimento: dal punto di vista cattolico, l'unità della Chiesa poteva significare solo il ritorno delle 'sette' scismatiche all''unica vera Chiesa'. Un'enciclica del 1928 di papa Pio XI riaffermò questa posizione e ancora nel 1954 ai cattolici fu proibito di partecipare alla seconda assemblea del Consiglio ecumenico delle Chiese.
| 3. | Il concilio vaticano II |
Il mutamento giunse nel 1959, quando papa Giovanni XXIII annunciò la convocazione di un nuovo concilio vaticano per completare i lavori del concilio vaticano I del 1870 e dibattere inoltre sulle tematiche del rinnovamento e dell'unità: il pontefice creò un segretariato per la promozione dell'unità dei cristiani e nel 1961 consentì a osservatori cattolici di partecipare ufficialmente alla terza assemblea del Consiglio mondiale delle chiese.
Il concilio vaticano II ammise osservatori protestanti e ortodossi a tutte le sessioni conciliari; i 2500 vescovi cattolici presenti alle quattro sessioni conciliari (1962-1965) affrontarono la questione dell'unità dei cristiani e promulgarono nel 1964 un decreto sull'ecumenismo che si riferiva ai membri di altre confessioni definendoli non 'scismatici', bensì 'fratelli separati' e che deplorava i peccati commessi contro l'unità dei cristiani.
Dopo la morte di papa Giovanni (1963), il suo successore, Paolo VI, comunicò la propria intenzione di proseguire l'opera ecumenica in direzione dell'unità, accompagnando le sue dichiarazioni con numerosi gesti di apertura: nel 1964 il papa e il patriarca ecumenico ortodosso tennero un cordiale, storico incontro a Gerusalemme, il primo incontro dei vertici delle due Chiese da più di 500 anni; nel 1966 l'arcivescovo di Canterbury visitò papa Paolo VI; e nel 1967 il pontefice rese visita al patriarca ortodosso in Turchia.
Alla conclusione del Vaticano II venne istituito tra il Vaticano e il Consiglio ecumenico delle Chiese un gruppo di lavoro congiunto che nel 1967 proclamò l'esistenza di un unico movimento ecumenico e dal 1968 annunciò la possibile partecipazione della Chiesa cattolica al Consiglio ecumenico delle Chiese, al quale essa invia comunque osservatori durante gli incontri.
| 4. | Un'età di cambiamenti |
L'ecumenismo ha compiuto rapidi progressi, tanto che negli anni Ottanta e Novanta il movimento ecumenico ha registrato un incremento generale del consenso circa importanti questioni dottrinali e una crescente cooperazione a tutti i livelli.
I vertici del movimento ecumenico affermano chiaramente che non intendono cercare un'unità cristiana che occulti le differenze teologiche fondamentali. Restano molti ostacoli come l'ordinazione femminile, l'autorità papale, la mariologia, la contraccezione, ma gli ecumenisti ritengono tuttavia che si possano compiere grandi progressi per raggiungere un'unità dottrinale.