Scolastica
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Scolastica
4. Filosofi scolastici e neoscolastici

I maggiori rappresentanti del pensiero scolastico dell'XI e del XII secolo furono Anselmo d'Aosta, Pietro Abelardo e Roscellino, considerato il fondatore del nominalismo. Tra i pensatori ebraici dello stesso periodo, Maimonide tentò di conciliare la filosofia aristotelica con i fondamenti teologici dell'ebraismo. Nel XIII secolo emersero le figure dei francescani Bonaventura da Bagnoregio e Ruggero Bacone, e dei domenicani Alberto Magno e Tommaso d'Aquino. Nel XIV secolo, dominato dalla disputa sugli universali, i maggiori contributi vennero da Giovanni Duns Scoto e da Guglielmo di Occam, che segnò l'inizio della decadenza della scolastica medievale.

Una breve rinascita della scolastica e del tomismo si verificò in Spagna nel XVI secolo, in particolare tra i domenicani, con il teologo Francisco de Vitoria (1480-1549), e tra i gesuiti, con Francisco Suárez. Una successiva riscoperta del pensiero scolastico fu avviata da papa Leone XIII nel 1879 con lo scopo di riconsiderare, alla luce delle esigenze moderne, i grandi sistemi del XIII secolo, in particolare l'opera di san Tommaso d'Aquino, incorporandovi tutti i contributi originali del pensiero moderno. Questa corrente, che viene chiamata neoscolastica, si è affermata nel pensiero contemporaneo con filosofi come Jacques Maritain ed Etienne Gilson.