LSD
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LSD
4. LSD e società

Le anomalie transitorie del pensiero indotte dall’LSD, come un senso di onnipotenza o uno stato di paranoia acuta, possono provocare comportamenti socialmente pericolosi. Sotto l’effetto dell’LSD, infatti, il soggetto che ne fa uso può ritenere di potere risolvere problemi complessi e in tal modo può arrecare danni a se stesso o ad altri; se le manifestazioni di panico si aggravano, possono condurre a pensieri suicidi; i fenomeni di paranoia possono condurre ad autolesioni o ad atti aggressivi nei confronti degli altri.

A causa dei suoi potenti effetti di alterazione cerebrale, l’uso dell’LSD è stato ritenuto, all’interno di alcuni ambiti artistici e soprattutto nel periodo compreso tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, un mezzo per raggiungere stati alterati di coscienza, di ampliare le percezioni sensoriali e per potenziare la propria creatività. In altri ambiti, di ispirazione mistico-esoterica, nello stesso periodo storico, si faceva uso di LSD e di altri allucinogeni nella ricerca di una maggiore intensità emotiva e nell’illusione di raggiungere la comprensione di sé, della natura e dell’universo. Attualmente, l’utilizzo di LSD e di altre droghe è comune all’interno di fenomeni giovanili come i rave-parties.

Come farmaco l’LSD è stato sperimentato per la terapia dell’autismo infantile e dell’alcolismo, nonché in alcune forme di psicoterapia, ma la sua utilità medica non è stata comprovata in alcun caso. L’uso di LSD è illegale in gran parte dei paesi dell’emisfero occidentale.