Orologio biologico
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Orologio biologico
3. Sfasamento dell’orologio interno

Quando gli organismi vengono privati di stimoli esterni, quali la luce o la temperatura, essi continuano a mantenere una periodicità nelle proprie funzioni che, tuttavia, nel tempo si sfasa rispetto al ritmo iniziale. Ciò significa che esiste un orologio fisiologico interno che non è necessariamente sincronizzato con il ritmo degli eventi esterni. Tale fenomeno può essere dimostrato mediante esperimenti in cui alcuni soggetti, mantenuti in condizioni di isolamento per lunghi periodi di tempo, seguono propri ritmi regolari di veglia, di alimentazione e di sonno, che, al termine dell’esperimento, risultano essere sfasati rispetto ai ritmi mantenuti dagli altri individui non isolati. Lo sfasamento non avviene in condizioni normali, poiché gli stimoli esterni permettono il continuo “riaggiustamento” degli orologi biologici.

Molti organismi a tale scopo, utilizzano probabilmente fattori come la luce, le variazioni ritmiche della temperatura o altri segnali ambientali. Quando l’errore di un orologio diventa consistente, perché l’organismo possa ritrovare un ritmo corretto occorre talvolta qualche giorno. Questo fenomeno, ben noto a chi viaggia in aereo tra zone a fuso orario diverso, viene detto jet lag.