| Trova nell'articolo | Feto | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Feto Stadio dello sviluppo di un organismo pluricellulare seguente a quello di embrione; inizia dopo il processo di organogenesi e termina con la nascita del nuovo individuo, mediante fuoriuscita da un uovo o dal corpo materno. Nell’uomo, si parla di feto a partire dall’ottava settimana di gravidanza.
| 2. | Principali fasi dello sviluppo fetale |
Mentre fino alla prima metà del secondo mese di gestazione l'embrione umano assomiglia molto a quello degli altri mammiferi, da questo momento in poi, a causa dello sviluppo del cervello la testa inizia ad assumere dimensioni ragguardevoli, compaiono i genitali, le estremità diventano più sviluppate e il feto raggiunge una lunghezza di circa 3 cm.
Alla fine del terzo mese compaiono i centri di ossificazione della maggior parte delle ossa, si differenziano le dita delle mani e dei piedi, e i genitali esterni iniziano a mostrare segni di differenziamento sessuale. Dopo il quarto mese il feto è lungo in media 15 cm e pesa circa 110 g, il sesso è facilmente identificabile, la faccia ha aspetto umano e in genere si notano dei movimenti. Durante il quinto e il sesto mese, sul corpo si sviluppa un rivestimento peloso, detto lanugine, e le dimensioni cominciano a essere proporzionate rispetto alla testa; il feto raggiunge una lunghezza di circa 30 cm e un peso di circa 600 g.
Durante il settimo mese la pelle, che è rossa e rugosa, è coperta da una sostanza protettiva bianca, chiamata vernice caseosa, costituita da una miscela di cellule epiteliali, peli di lanugine e secrezioni delle ghiandole della pelle. A quest'età il feto è lungo circa 40 cm, pesa più di 1 kg e la membrana pupillare sparisce dagli occhi. Gli organi del corpo sono, a questo punto, sufficientemente sviluppati da permettere la vita al di fuori dell'utero; gli ultimi due mesi di gravidanza servono, tuttavia, a raggiungere uno stadio di sviluppo tale per cui aumentano le probabilità di sopravvivenza extrauterina. Un feto nato al settimo mese muove gli arti abbastanza energicamente e piange debolmente. Dopo questo periodo, durante l'ottavo e il nono mese, il feto perde l'aspetto rugoso grazie alla deposizione di grasso sottocutaneo e le dita delle mani e dei piedi presentano unghie ben sviluppate.
Il termine della gravidanza è alla fine del decimo mese lunare. La maggior parte dei peli fetali è caduta e il feto è pronto per la nascita: ha raggiunto una lunghezza di circa 50 cm e un peso di circa 3 kg. La vernice caseosa copre tutta la superficie del corpo. Se il bambino nasce prima del termine e pesa meno di 2,4 kg è considerato prematuro.
| 3. | Respirazione fetale e cordone ombelicale |
La respirazione fetale inizia già alla dodicesima settimana di gestazione e continua per tutta la vita intrauterina. I polmoni, tuttavia, restano inattivi fino al momento della nascita; il feto, infatti, è racchiuso nel sacco amniotico, uno spazio delimitato da una membrana detta amnios e piena del liquido amniotico, e le sue vie aeree sono immerse nel liquido stesso. Il feto respira dunque non mediante i polmoni, ma in modo indiretto, scambiando gas respiratori con quelli della madre mediante la placenta. A livello di tale organo avvengono scambi per cui ossigeno e sostanze nutritive passano dal sangue della madre a quello del feto, e anidride carbonica e prodotti di rifiuto vengono invece trasferiti dal nascituro alla madre. Man mano che la gravidanza procede, la permeabilità della placenta aumenta, per rispondere alle crescenti esigenze del piccolo in via di sviluppo.
La placenta è collegata al feto per mezzo del cordone ombelicale, ovvero di un funicolo contenente una vena e due arterie ombelicali circondate da una sostanza mucosa (gelatina di Wharton). Il cordone ombelicale non possiede terminazioni nervose, e viene nutrito per diffusione dal liquido amniotico; in esso vi sono cellule staminali (indifferenziate) progenitrici degli elementi sanguigni, e può essere utilizzato, dopo essere stato reciso dal neonato, per la terapia del sangue ombelicale.
| 4. | Anomalie nello sviluppo del feto |
Condizioni anomale dell'ambiente fetale sono responsabili di danni anche irreversibili al feto in via di sviluppo. Anche se la placenta svolge un’azione di barriera selettiva, non impedisce il passaggio al feto di alcuni composti come numerosi farmaci e sostanze stupefacenti. Un esempio noto è quello rappresentato dal caso del talidomide, medicinale che alla fine degli anni Cinquanta fu prescritto a donne gravide, ed esercitò imprevedibili effetti sui feti, causando in essi la focomelia. Anche molti agenti patogeni, come quelli responsabili della rosolia e della toxoplasmosi, possono superare la barriera placentare e causare vari disturbi (ad esempio, sordità e cecità) la cui gravità dipende dallo stadio di sviluppo del piccolo e dal tempo di esposizione all’agente nocivo. Diverse malattie genetiche possono pregiudicare lo sviluppo del feto e le sue condizioni dopo la nascita; mediante diversi metodi di diagnosi prenatale, è possibile prevedere molte di queste patologie e predisporre eventuali trattamenti. Il feto può anche essere colpito da malattie congenite, come il piede torto, la palatoschisi e il labbro leporino, sulle quali è spesso possibile intervenire chirurgicamente.