Allergia
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Allergia
3. Diagnosi e terapia

Per effettuare una diagnosi corretta delle allergie, è necessario scoprire la particolare sostanza o il gruppo di sostanze a cui il paziente è ipersensibile. Un comune metodo diagnostico consiste nell'inoculare sotto la cute campioni di numerosi allergeni (test cutaneo): l'agente a cui il paziente è allergico viene identificato dalla modesta e localizzata reazione allergica cutanea che ne deriva.

Spesso è possibile prevenire la reazione, semplicemente evitando il contatto con lo specifico allergene; questa strategia è, tuttavia, impraticabile quando gli allergeni sono sostanze estremamente disperse, come la polvere e il polline. In tal caso, come pure quando l'allergene è sconosciuto o l'allergia è causata da molti allergeni diversi, le manifestazioni della reazione allergica possono essere controllate con farmaci come gli antistaminici o, nei casi più gravi, i corticosteroidi. In altri casi, è possibile ottenere una desensibilizzazione (cioè rendere il paziente capace di tollerare l'antigene senza reagirvi), eseguendo iniezioni sottocutanee, di solito effettuate a livello delle braccia di quella stessa sostanza, dapprima in dosi minime e poi in dosi sempre maggiori, via via che diminuisce la sensibilità. Prima di iniziare un trattamento di desensibilizzazione è, tuttavia, opportuno eseguire i test cutanei. Il trattamento sintomatico viene effettuato negli asmatici mediante la somministrazione di farmaci che prevengono gli spasmi delle pareti bronchiali; nei pazienti affetti da raffreddore da fieno con farmaci decongestionanti; in chi è colpito da orticaria, con l'applicazione locale di pomate.