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Buber, Martin

Buber, Martin (Vienna 1878 - Gerusalemme 1965), filosofo austriaco. Compiuti gli studi presso le Università di Vienna e Berlino, dove fu allievo di Georg Simmel e Wilhelm Dilthey, pubblicò nel 1908 La leggenda del Baal Shem, una libera interpretazione di leggende e racconti chassidici, cui fece seguito L’Io e il tu (1923), in cui espresse i fondamenti della sua filosofia della religione.

Dal 1925 al 1933 insegnò storia delle religioni all’Università di Francoforte. Nel 1933, quando gli ebrei furono esclusi da tutte le scuole tedesche per l’ascesa di Adolf Hitler, divenne direttore dell’Ufficio centrale per l’educazione ebraica in Germania. Nel 1938 si trasferì in Israele, dove insegnò sociologia fino al 1951 all’Università ebraica di Gerusalemme.

Buber è noto per la sua filosofia del dialogo, una forma di esistenzialismo religioso incentrato sulla distinzione tra relazioni dirette e reciproche (da lui chiamate “Io-Tu”, o dialogo), in cui ogni persona conferma l’altro come valore unico in sé, e indirette o utilitarie (denominate “Io-Esso”, o monologo), in cui ogni individuo conosce e utilizza l’altro senza vederlo veramente o valutarlo in sé. Applicando questa distinzione tra “dialogo” e “monologo” alla religione, Buber sostiene che la religione non è parlare “di” Dio, ma “con” Dio. Il dialogo tra l’uomo e Dio è l’essenza del giudaismo biblico. L’uomo diviene consapevole di essere chiamato da Dio in ogni incontro se rimane aperto alla chiamata e pronto a rispondere con tutto il suo essere. La sua filosofia del dialogo ha profondamente influenzato pensatori di ogni fede, inclusi alcuni teologi protestanti come Karl Barth, Emil Brunner, Paul Tillich e Reinhold Niebuhr.

Buber fu anche uno dei più importanti leader sionisti e rinnovò l’auspicio profetico che Israele costituisse una comunità retta e pacifica da realizzare senza prevaricazioni, in particolare nelle relazioni tra arabi e israeliani. Tra i suoi lavori si ricordano anche: Tra uomo e uomo (1948), Il problema dell’uomo (1948), La fede dei profeti (1950), Immagini del bene e del male (1952).