| Gerico | Articolo | ||||
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| 2. | Urbanistica e luoghi di interesse |
I monumenti più importanti di Gerico sono una sinagoga del VI secolo (con un mosaico perfettamente conservato), il monastero bizantino di San Giorgio e il Palazzo del califfo omayyade Hisham, uno degli esempi più antichi di architettura islamica, eretto nell'VIII secolo. Nei dintorni della città si trovano il monte della Quarantena che, secondo il Vangelo, fu il luogo in cui Gesù Cristo venne tentato dal diavolo, e le grotte di Qumran, dove vennero rinvenuti i manoscritti del Mar Morto (1947).
Il sito archeologico di Gerico si trova a circa 2 km dall'attuale centro cittadino ed è stato fino a tempi recenti la testimonianza del più antico insediamento umano di cui si aveva notizia, già menzionato nell'Antico Testamento. Nel 1998 sono stati rinvenute nell’oasi di Farafra, in Egitto, tracce di un sito abitativo forse più antico, risalente a circa 10.000 anni fa.
Gli scavi attorno a Gerico cominciarono all'inizio del XX secolo, e portarono alla luce in un primo tempo significativi resti archeologici datati agli inizi dell'VIII millennio. La città era disposta su alcune alture abitate, la più antica delle quali, Tell es-Sultan, scavata dagli archeologi nel 1952, rivelò un importante insediamento, occupato da una delle più antiche comunità agricole del mondo dal 9000 a.C. al 1500 a.C. Il livello più antico, di non vaste dimensioni, era forse costituito da un santuario, mentre quello successivo (che il carbonio radioattivo data all'8350-7370 a.C.) era formato da numerose costruzioni rotonde di mattoni, circondate da un fossato e da un muro spesso 3 m, con una torre in pietra (alta più di 9 m) che probabilmente serviva da controllo. A partire dal 7200 a.C. gli edifici divennero rettangolari, con pareti e pavimenti intonacati. La scoperta di teschi umani rivestiti di gesso per ritrarre i defunti, talvolta con conchiglie al posto degli occhi, sembra indicare la pratica di un culto religioso degli antenati. La città, scomparsa intorno al 2000 a.C., potrebbe essere stata rioccupata dagli israeliti di Giosuè, ma non vi sono dati archeologici che lo confermino.