| Trova nell'articolo | Ctenofori | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Ctenofori Phylum di semplici invertebrati marini di aspetto gelatinoso, simile a quello delle meduse. Se ne conoscono circa 80 specie, la maggior parte delle quali liberamente natanti; poche sono invece le specie sessili, che vivono ancorate ai fondali. Gli ctenofori sono organismi carnivori predatori, che quindi condividono la stessa nicchia ecologica delle meduse. Dotati di una cavità gastrovascolare analoga a quella dei celenterati, venivano un tempo classificati insieme a questi in un unico gruppo tassonomico.
| 2. | Caratteristiche fisiche |
La maggior parte degli ctenofori ha un corpo globoso che, a causa dell’alto contenuto di acqua, appare trasparente. Rispetto ai celenterati, che possiedono due soli tessuti (l’epiderma e il gastroderma), sono dotati di un terzo strato di cellule, detto mesoderma. Esternamente presentano otto serie di palette vibratili o cteni (da cui il nome del phylum), disposte longitudinalmente intorno al corpo; queste strutture sono formate da ciglia agglutinate che con il loro movimento fanno da propulsori e consentono all’animale una certa autonomia di movimento nell’acqua.
Ai lati del corpo, nella maggior parte delle specie, due lunghi tentacoli retrattili, utilizzati per la cattura delle prede, fuoriescono da un paio di tasche tentacolari. La bocca si apre in un celenteron molto ramificato, che si insinua nello spessore del corpo con diversi canalicoli. Come nei celenterati, la digestione avviene ancora principalmente a livello intracellulare: le particelle di cibo vengono ingerite dalle singole cellule delle pareti del celenteron.
All’estremità opposta alla bocca si trova l’organo apicale o statocisti: composto da una massa di minuscole particelle, dette statoliti, e sostenuto da quattro ciuffi di ciglia, serve per il senso dell’equilibrio. Gli impulsi provenienti da quest’organo passano nel corpo dell’animale percorrendo solchi ciliati che, pur non essendo veri e propri nervi, hanno comunque una funzione di ricezione sensoriale. La maggior parte degli ctenofori ha dimensioni comprese fra i 7,5 e i 10 cm.
| 3. | Evoluzione |
Nel corso dell’evoluzione il corpo degli ctenofori ha mostrato una tendenza a un progressivo appiattimento, per garantire una migliore efficienza nella distribuzione delle sostanze nutritive, nell’escrezione dei rifiuti del metabolismo e nella respirazione. Una specie, comunemente detta cinto di Venere (Cestum veneris), ha un corpo addirittura nastriforme, lungo quasi 1,5 m, con la bocca situata su un margine della zona centrale.
| 4. | Classificazione scientifica |
Gli ctenofori costituiscono un phylum di animali invertebrati, suddiviso nelle due classi dei tifloceli (con celenteron molto ramificato) e cicloceli (con celenteron non ramificato). Un tempo gli ctenofori erano considerati una classe del phylum dei celenterati.