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Cloruro di sodio
1. Introduzione

Cloruro di sodio Composto chimico di formula NaCl, comunemente noto come sale o sale da cucina.

In forma cristallina il cloruro di sodio è trasparente e incolore, con aspetto simile a quello del ghiaccio; si scioglie facilmente in acqua calda o fredda e in alcol, ma è insolubile in acido cloridrico concentrato. Ha densità relativa 2,17, fonde a 804 °C e vaporizza a temperature di poco più elevate. Il solido generalmente contiene tracce di cloruro di magnesio (MgCl2), solfato di magnesio (MgSO4), solfato di calcio (CaSO4), cloruro di potassio (KCl) e bromuro di magnesio (MgBr2).

Estremamente diffuso in natura, è presente in soluzione nelle acque degli oceani in concentrazioni di circa 30 g/l, ossia rappresenta circa il 3% in peso delle acque salate. Si ritrova inoltre nelle acque di fiumi, laghi e mari, in concentrazioni variabili dallo 0,002% nel Mississippi al 30% nel Mar Morto, e negli strati superficiali di stagni e laghi asciutti, in particolar modo nelle regioni aride. È il costituente principale del salgemma, un minerale noto anche come alite, prodotto dall'azione erosiva dei corsi d'acqua su rocce ricche di cloruri o di composti del sodio, e si trova quindi in abbondanti quantità in depositi naturali formati dalla disidratazione di acque salate.

2. Storia

Usato fin dalla preistoria per insaporire i cibi o per conservarli, il sale veniva impiegato anche nei riti religiosi greci, romani, ebraici e cristiani. Era un importante bene di scambio in tutto il mar Mediterraneo, l'Egeo e l'Adriatico, ed è sempre stato soggetto a tasse elevate in molti paesi asiatici. In forma di moneta, era usato come mezzo di pagamento in Etiopia e Tibet. Il termine salario deriva dal vocabolo latino salarium, che indicava la razione di sale che veniva fornita regolarmente ai soldati dell'esercito romano.

3. Produzione

Il cloruro di sodio può essere prodotto semplicemente facendo evaporare acqua salata, ad esempio di origine marina, e raccogliendo i cristalli che si depositano una volta terminato il processo. Questo metodo, tuttavia, risulta piuttosto costoso e, in molte zone, si preferisce ricavare il sale dal salgemma presente nei depositi sotterranei. Il minerale viene sciolto nell'acqua immessa in profondità per mezzo di appositi condotti, e la soluzione risultante viene aspirata in superficie e fatta evaporare, dopo aver eliminato mediante precipitazione le impurità terrose in essa contenute. Per questa operazione è possibile ricorrere a metodi diversi, quali l'evaporazione prodotta dai raggi solari o dal calore, oppure in opportuni bollitori chiusi o sottovuoto. La maggior parte del sale per usi commerciali è prodotta grazie all'evaporazione con vapore, o tramite calore diretto sulla soluzione di salgemma.

4. Usi

Oltre a costituire un essenziale componente della dieta degli esseri umani e di altri organismi viventi, il cloruro di sodio rappresenta un'importante fonte industriale di cloro, di sodio e di alcuni composti di valore commerciale. L'acido cloridrico, il cloroformio, il tetracloruro di carbonio, e le polveri sbiancanti, così come il carbonato e il solfato di sodio, il lievito chimico, il fosfato e l'idrossido vengono prodotti a partire dal cloruro di sodio. Il cloruro di sodio viene inoltre impiegato come conservante per la carne e in alcuni processi di congelamento (vedi Trattamento e conservazione degli alimenti), nell'industria dei coloranti, e nella produzione di sapone e vetro. Data la loro trasparenza alla radiazione infrarossa, i cristalli di cloruro di sodio sono utilizzati anche per fabbricare lenti e prismi per particolari strumenti ottici.