| Brigate Rosse | Articolo | ||||
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| 3. | L’“attacco al cuore dello stato” |
Riorganizzate e rinforzate con l’arrivo di militanti delle altre sigle minori della galassia clandestina e terrorista italiana, le BR lanciarono vere e proprie campagne offensive, prendendo di mira imprenditori, manager, sindacalisti, politici, giornalisti, giudici ed esponenti delle forze dell'ordine. Nel 1977, approfittando della radicalità e della diffusa illegalità che contrassegnarono le lotte studentesche di quell’anno, tentarono di assumerne la guida e di coinvolgere nella lotta armata gli strati più esasperati di quel movimento. Con i loro fiancheggiatori, presero così parte attiva nei violenti scontri di piazza che si susseguirono in quel periodo.
Nel 1978 ebbe inizio la fase più violenta delle BR, quella dell’“attacco al cuore dello stato”. Il 16 marzo, mentre era in corso a Torino il primo importante processo contro l’organizzazione terrorista, questa mise a segno, con il rapimento del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro e lo sterminio dei cinque uomini della sua scorta, la sua azione più clamorosa; il sequestro si concluse il 9 maggio con l’assassinio dello statista.