| Proust, Marcel | Articolo | ||||
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| 2. | La formazione e l’esordio letterario |
Esordì pubblicando su riviste legate al movimento simbolista ('Le Banquet', 'La Revue Blanche'). La sua prima opera, I piaceri e i giorni (1896, con prefazione di Anatole France, altro nome importante per la sua formazione), è una raccolta di saggi e racconti di ambiente mondano, che già si caratterizza per la tendenza introspettiva. Tra il 1895 e il 1904 lavorò a Jean Santeuil (opera scoperta e pubblicata nel 1952 dopo la morte di Proust), dal taglio autobiografico nonostante l'uso della terza persona; questo romanzo costituisce una prima prova della sua opera maggiore, la quale è invece in prima persona ma con una forte presa di distanza dalla pressione autobiografica, in sintonia con l'idea, maturata nel frattempo da Proust, che la felicità debba essere ricercata nella scrittura e non nella vita.
Negli stessi anni della stesura di Jean Santeuil lesse John Ruskin, compiendo così un'altra tappa fondamentale della sua formazione: Ruskin gli insegnò che la bellezza dell'arte è superiore a quella della vita e, al tempo stesso, lo indusse ad approfondire l'interesse per le arti figurative (a questo sono legati i pochi viaggi che Proust fece, in Italia, in Belgio e in Olanda). E di Ruskin tradusse alcuni libri: La Bibbia d'Amiens, Sesamo e gigli.